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AMMINISTRATIVE 2016 | Il sogno infranto di Enzo Paolini

AMMINISTRATIVE 2016 | Il sogno infranto di Enzo Paolini

I numeri in politica fanno la differenza e l’avvocato rispetto al 2011 ha perso consensi sia come candidato a sindaco sia come preferenze, avendo preso il Pse quasi un punto percentuale in meno. Ma la sconfitta si allarga anche alle altre quattro liste composte da lui stesso, Sergio Nucci e Giuseppe Mazzuca. 

Aveva basato la sua campagna elettorale, puntando sulla legalità e trasparenza e annunciando – qualora fosse stato eletto sindaco di Cosenza – di far diventare Palazzo dei Bruzi un palazzo di vetro. Enzo Paolini, invece, ha dovuto far i conti con la realtà. I cosentini che nel 2011 lo avevano mandato al ballottaggio con Mario Occhiuto oggi lo hanno bocciato con un risultato che a leggerlo quasi non ci si crede. Il dato finale riporta la sua coalizione con i piedi sulla terra: 10,85% ovvero il 16,05% in meno rispetto a cinque anni fa quando non aveva dalla sua parte né Sergio Nucci (fuori dal Consiglio comunale come Roberto Sacco) né la famiglia Gentile che, nonostante sia scesa in campo a campagna elettorale in corso da oltre quindici giorni, è risultata la prima forza della coalizione e la seconda lista di minoranza. Per capire la disfatta di Paolini è necessario soffermarsi sui numeri: nel 2011 la lista Sel prese 1516 voti, oggi il Pse – che elegge Giovanni Cipparrone – si ferma a 1178. La differenza è di 338 preferenze che sommate ai restanti flop delle altre quattro liste composte da Paolini e Giuseppe Mazzuca – che a dire il vero non ha azzeccato alcun pronostico domenica sera a Ten – certificano il fallimento di un progetto politico che è secondo solo a quello del Pd. Cosa non ha funzionato? Le sue proposte per il governo cittadino non sono entrate nei quartieri popolari, desiderosi di invertire la rotta dopo cinque anni passati – a dire di Paolini e Guccione – tra sofferenze e problemi irrisolti. E le sue idee non sono arrivate, forse, ai lavoratori delle cooperative sociali o almeno solo ad una parte di essi. Paolini non ha trascinato la coalizione, visto che rispetto alle liste ha preso lo 0,81% in meno. Qualora dovesse rinunciare al seggio di consigliere comunale per far entrare Massimo Lo Gullo (Cosenza Popolare), chiuderebbe senza alcun sussulto un percorso politico che in cinque anni avrebbe dovuto portarlo a diventare sindaco di Cosenza ed invece lo relega ancora una volta tra i banchi dell’opposizione. Un sogno infranto, targato ancora Mario Occhiuto. (a. a.)

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