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AMMINISTRATIVE 2016 | Guccione chiede una rifondazione del Pd cosentino: «Qualcuno si è nascosto» [VIDEO-FOTO]

AMMINISTRATIVE 2016 | Guccione chiede una rifondazione del Pd cosentino: «Qualcuno si è nascosto» [VIDEO-FOTO]

Analis del voto lucida e ampia quella di Carlo Guccione che inizia la sua conferenza stampa, congratulandosi con Mario Occhiuto. «Se le sue liste prendono il 55% significa che dobbiamo recuperare il rapporto con la città».

«Auguri al sindaco, bisogna avere rispetto delle decisioni dei cittadini». Carlo Guccione, da galantuomo, si congratula con Mario Occhiuto che invece da altri esponenti del Pd, naviganti tra Roma e Cosenza, riceve attacchi gratuiti nonostante abbia avuto dalla sua un voto quasi bulgaro. L’ex candidato a sindaco di Alleanza Civica Progressista – che ha annunciato di voler rimanere in Consiglio comunale – analizza il dato elettorale, aprendo una nuova fase all’interno del Pd cosentini che «deve essere ricostruito». Guccione inizia la sua disamina politica partendo addirittura dal 2015. «Siamo arrivati alla scelta del candidato a sindaco in modo anomalo e ci sono dati oggettivi su cui riflettere. A settembre 2015 Magorno mi chiama e dice: “ti devi candidare a sindaco” e pone una serie di questioni. A Roma ci sono riunioni con Lotti e Guerini, ma il tutto si interrompe quando entrano in campo Presta e Paolini». Ma le dichiarazioni si fanno più dire quando il consigliere regionale afferma che «non abbiamo rappresentato una coalizione credibile. I primi sondaggi davano un consenso bulgaro a Occhiuto. Si parlava di 14 liste ma a quattro giorni non ve ne era neanche una. Sono stati fatti errori politici prima e durante la mia candidatura. Il Pd senza Presta ha perso candidati che sono passati con Occhiuto, io potevo attendere sul fiume il cadavere ma ho deciso di spendermi e accettare la proposta consapevole quale fosse la reale situazione. In quattro giorni abbiamo messo in campo un programma per dare una prospettiva alla sinistra, ma devo dire che il dato elettorale non mi meraviglia. Una parte del centrosinistra ha votato Occhiuto e una parte del M5S ha votato Occhiuto. Sapevo delle lotte intestine nel Pd prima e dopo Presta, pensavo però che avremmo dovuto giocare una partita diversa rispetto a quella che è stata. Noi dobbiamo ragionare sui cinque anni di Occhiuto. Se le sue liste prendono il 55% significa che dobbiamo recuperare il rapporto con la città».

Rifondare il Pd iniziando a dare spazio ai giovani. «Le cose non possono rimanere in questo modo, è necessario ricostruire i fili di un rapporto con la gente anche in campo regionale». A Cosenza «c’è chi ha combattuto per il Pd, c’è chi ha combattuto nel centrosinistra per votare l’altra parte o addirittura chi si è nascosto del tutto. Qui manca un progetto serio, una strategia vera e non risolviamo questi problemi dando la caccia ai responsabili». Poi un accenno alla famosa notte della sfiducia. «Ci siamo divisi in quel momento. Qualcuno ha cercato di giocare una partita che non era il Comune, anche se oggi rifarei la scelta di candidarmi, perché era in gioco la nostra esistenza politica. Se qualcuno ha fatto il patto col Diavolo, il Diavolo chiederà il conto». Un Pd cosentino, quindi, senza alcuna identità. E’ fondamentale fare spazio alle nuove leve, purché le stesse abbiano qualcosa da dire e non ripetano gli errori di una classe dirigenziale che ha portato il partito in alto mare. «Ringrazio i ragazzi del circolo “Aldrovandi” che si sono ritrovati nella candidatura di Luigia Sproviero e si sono spesi tantissimo in campagna elettorale. Ripartiamo da qui, ripartiamo da loro per costruire veramente il Pd, inserendoci nei quartieri popolari senza essere un comitato elettorale». Le alleanze, anche se Guccione non lo ammette, hanno penalizzato la stessa coalizione. Il Pd ha stretto un patto politico con Morrone che alla Regione si oppone al governo Oliverio ed è soprattutto il punto di riferimento di Denis Verdini che il popolo del Pd non digerisce neanche dopo aver sorseggiato un buon amaro calabrese. guccione

La partita politica in gioco è ben più ampia del comune di Cosenza da riconquistare – secondo il Pd – nei prossimi anni, poiché i cittadini avvertono un distacco totale dei dem rispetto ai veri problemi di coloro i quali vivono tra mille difficoltà. Occhiuto, da questo punto di vista, ha fatto centro. La questione ora è un’altra: come si comporterà la Regione qualora, ed è facilmente prevedibile, il Consiglio comunale di Cosenza dimostrasse un ampio dissenso per la realizzazione della Metrotranvia e dell’ospedale a Vaglio Lise? «I progetti ci sono ed è intenzione del Governo regionale portarli a compimento». In politichese, tuttavia, Guccione fa intendere che la Regione ha bisogno di essere amministrata in un altro modo. Facile prevedere che le richieste di rifondazione del partito abbiano sviluppi anche nella Giunta. E’ finito il tempo dei tecnici? «Ne riparleremo dopo i ballottaggi», chiosa Carlo. Infine l’ultima considerazione, dopo aver risposto a una domanda sull’inchiesta Rimborsopoli. «Non credo che la mia posizione da indagato abbia influito più di tanto, anche perché la questione ormai è chiarita». Chiusura con una battuta simpatica. «Occhiuto perdona? Forse si crede il Papa» e via a una risata generale dei presenti. In tanti hanno partecipato alla conferenza stampa, a cominciare da Franz Caruso che sperava in un successo di Guccione per approdare in Consiglio regionale. Presenti anche Giulia Fresca, Bianca Rende, Damiano Covelli, Luigia Sproviero, Emanuela Tucci e Roberto Bartolomeo. (a. a.)

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