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“Furbetti” dell’assistenza domiciliare integrata dell’Asp di Cosenza: i nomi degli indagati

“Furbetti” dell’assistenza domiciliare integrata dell’Asp di Cosenza: i nomi degli indagati

Dopo San Vincenzo La Costa, la procura di Cosenza ha focalizzato la sua attenzione verso l’ufficio dell’assistenza domiciliare integrata dell’Asp di Cosenza. Un altro settore della pubblica amministrazione, dove gli indagati si sarebbero assentati dal posto di lavoro senza timbrare il cosiddetto “badge”. In questo caso, il gip del tribunale di Cosenza ha applicato la misura interdittiva della durata di 12 mesi a un medico e tre infermieri del servizio sanitario in questione. 

Le indagini della Guardia di Finanza si sono concentrate tra marzo e maggio del 2006. La procura di Cosenza aveva iscritto nel registro degli indagati Fiorentina Gagliardi, Angela Corrente, Salvatore Grimaldi, Franco Medaglia, Stefania De Rito, Luigi Cupelli e Vittorio Greco.

Il gip del tribunale di Cosenza Salvatore Carpino ha condiviso il teorema accusatorio, ma non ha accolto le richieste di misura cautelare avanzate dall’ufficio di procura coordinato dal procuratore capo Mario Spagnuolo, che aveva chiesto per gli arresti domiciliari per Angela Corrente, Salvatore Grimaldi e Franco Medaglia; l’obbligo di dimora per Stefania De Rito e Fiorentina Gagliardi.

L’ufficio gip, invece, ha applicato la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio a Gagliardi, Corrente, Grimaldi e Medaglia, rigettando la richiesta di misura cautelare nei confronti di Stefania De Rito. 

Come a San Vincenzo La Costa, anche per i dipendenti dell’assistenza domiciliare integrata le Fiamme Gialle di Cosenza hanno pedinato, osservato e controllato i rispettivi indagati. Una volta individuate le prime presunte condotte illecite poste in essere dagli inquisiti, i finanzieri hanno avuto il via libera per installare alcune telecamere sia nell’atrio e negli ambienti adiacenti al pubblico.

Il focus investigativo ha riguardato, quindi, il medico Gagliardi che, secondo i finanzieri, timbrava solo l’entrata in servizio per poi recarsi dalla madre, nonostante risultasse in servizio. Non si evince in tal caso se vi fossero esigenze sanitarie particolari che necessitavano assistenza domiciliare.

Gli infermieri Corrente, Grimaldi e Medaglia, invece, si sarebbero scambiati “vicendevolmente” il compito di timbrare i cartellini «in modo da far risultare la “presenza” anche dei colleghi assenti». In alcuni casi si sarebbero recati a pranzo in una nota tavola calda di piazza Riforma senza aver passato il “badge” in uscita, in altri avrebbero deciso di prendersi un caffè in un noto bar in via Alberto Serra.

Per il gip Carpino, la dottoressa Fiorentina Gagliardi «si allontanava “sistematicamente” dal suo posto di lavoro con una spregiudicatezza tale da far apparire il suo comportamento “truffaldino” come una prassi “normale” e consolidata all’interno dell’ufficio di appartenenza. L’indagata, in particolare, faceva ingresso in ufficio solo per timbrare l’entrata in servizio.

Gli infermieri, secondo il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, hanno dimostrato di non «rispettare le regole “primarie” ed indispensabili di ogni pubblica amministrazione, circostanza questa dalla quale deriva il concreto pericolo che gli stessi, insensibili delle conseguenze del proprio operato, continuino imperterriti nella loro condotta “assenteista” nei confronti dell’ufficio di appartenenza». Il pericolo di reiterazione dell’attività criminosa, «oltre ad essere concreto, è anche attuale». (a. a.)

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