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Seviziarono il cane Angelo, colpevoli condannati al massimo della pena

Seviziarono il cane Angelo, colpevoli condannati al massimo della pena

Il caso del cane Angelo torturato e ucciso da quattro giovani di Sangineto fece il giro dello Stivale e suscitò forte indignazione e una manifestazione. Oggi la sentenza di primo grado.

Sono stati condannati al massimo della pena, ovvero a 16 mesi stante la riduzione per l’abbreviato, i quattro giovani che torturarono e uccisero un povero cane randagio che fu chiamato Angelo. Il fatto avvenne a Sangineto e suscitò l’indignazione generalizzata dell’Italia tutta al punto che fu organizzata una partecipata manifestazione nel luogo del delitto.

Alla sbarra ci sono finiti Nicolas Fusaro, Giuseppe Liparoto – entrambi avevano chiesto la “messa alla prova” – e i fratelli Francesco e Luca Bonamata accusati del reato di “uccisione di animali”, del cane Angelo nel particolare. Al giudice monocratico di Paola, Alfredo Cosenza, il magistrato De Franchis illustrò tutta la genesi dell’indagine compiuta dai carabinieri e usò parole molto “dure” per gli imputati.

La pena inflitta è stata sospesa, ma è subordinata all’esecuzione di sei mesi di lavori di pubblica utilità presso associazioni a tutela degli animali. I condannati per l’uccisione del cane Angelo dovranno pagare inoltre 2000 euro di risarcimento danni per ciascuna parte civile costituita oltre alle spese legali pari ad 800 euro oltre accessori di legge. (Antonio Alizzi)

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