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Alla scoperta del “maestro” Tedino. Sacchi, la Nazionale, Donnarumma e il Pordenone

Alla scoperta del “maestro” Tedino. Sacchi, la Nazionale, Donnarumma e il Pordenone

Tedino è stato per due anni ct delle selezioni Under 16 e Under 17 dell’Italia scelto personalmente da Arrigo Sacchi. Nel 2012, però, ha già perso una finale contro il Cosenza…

Un “maestro” di calcio. Chi lo conosce bene non trova parole migliori per definirlo. Bruno Tedino, allenatore del Pordenone prossimo avversario del Cosenza nei Quarti di Finale dei play-off di Lega Pro, è uno che nel mondo pallonaro non è certamente l’ultimo arrivato. Al sorteggio, tuttavia, avrà storto di sicuro il naso perché i rossoblù non gli rievocano bei ricordi. Era il 10 giugno del 2012 e il Sandonà (la vera sorpresa di quella stagione) perse la finale playoff di Arezzo con i Lupi dopo essere stata in vantaggio per 2-0. Le prodezze di Arcidiacono,  Mosciaro e Varriale (complice il portiere Tomei… guarda caso al Pordenone!) permisero ai Lupi di completare una fantastica rimonta.

Cinquantatré primavere ad agosto, ma sulla panchina da più di trenta. Proprio così. Perchè dopo aver interrotto prestissimo la carriera da calciatore, Tedino inizia ad allenare a soli 22 anni le giovanili del Sandonà. Tanta gavetta nel calcio veneto, tantissimi settori giovanili curati, fino ad arrivare alle Serie C. Ma la vita gli cambia nel 2013, quando viene segnalato ad Arrigo Sacchi da Maurizio Viscidi che ha conosciuto Tedino ai tempi del Treviso. L’attuale allenatore del Pordenone guidava la Primavera dei veneti. Plasmerà e renderà calciatori pronti per la Serie A i vari Reginaldo, Parolo, Cacia, Pasqual, Barreto, Valiani e Poli. Sacchi, allora coordinatore di tutte le nazionali, lo telefona direttamente e lo convoca a casa sua a Milano Marittima.  Gli affida prima l’Under 16 e poi l’Under 17. Saranno due anni di successi, nei quali Tedino insegna calcio a dei giovanissimi Donnarumma, Locatelli, Dimarco, Pinamonti, Clemenza, Lo Faso e Panìco giusto per citare quelli più noti. Ma il richiamo della panchina quotidiana è più forte e nel 2015 accetta l’offerta del Pordenone.

Il Presidente Lovisa deve ripartire dalla D, dopo aver perso i play-out contro il Monza e pensa proprio a Tedino. Ma la D quel Pordenone non la giocherà mai. C’è l’occasione del ripescaggio ed i friulani non se la lasciano sfuggire. Tedino gioca un calcio splendido e sale agli onori della cronaca già nel gennaio dell’anno scorso, quando il suo Pordenone stabilisce il record di vittorie consecutive tra i professionisti dall’inizio del 2016. Conclude il campionato con un clamoroso secondo posto alle spalle del Cittadella ed arriva fino alle semifinali dei play-off, dove gli sbarra la strada il Pisa di Gattuso. Quest’anno, nonostante le tante cessioni, la conferma.

I neroverdi continuano il loro percorso di crescita e, soprattutto al Bottecchia, sono una macchina da gol. Alla fine ne segneranno 68: la miglior prima linea del Girone B e la 3^ di tutta la Lega Pro (meglio solo Matera 71 e Foggia 70) . Concludono il campionato al 3° posto dietro le corazzate Venezia a Parma. Nel primo turno i ramarri hanno eliminato il Bassano con un netto 2-0. Negli Ottavi di Finale invece se la sono visti con la Giana Erminio. Dopo il ko per 2-1 in Lombardia, la vittoria per 3-1 in casa. Adesso la sfida al Cosenza. Di fronte ai lupi una squadra forte, con tanto entusiasmo e con un “maestro”  come Tedino in panchina. Superare i neroverdi non sarà per niente facile. (Alessandro Storino)

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