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Cassano all’Jonio, rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose: la rabbia di Papasso

«Le ultime notizie riguardanti il Comune di Cassano e, relative alla possibilità dello scioglimento del Consiglio Comunale dello stesso, lasciano sgomenti e provocano costernazione e preoccupazione».

Pensieri e parole del sindaco Gianni Papasso, amareggiato per le dichiarazioni rese alla stampa nei giorni scorsi dal presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, che ha paventato l’ipotesi di sciogliere il comune per infiltrazioni mafiosi:

«Ho spiegato, in tutte le sedi dove mi è stato possibile farlo, prima fra tutte il Consiglio Comunale, quella che è stata, ed è, la vicenda che si sta svolgendo a Cassano relativamente alla Commissione d’accesso agli atti. Ho spiegato tutte le attività fatte per contrastare la criminalità organizzata e per azionare meccanismi di legalità e trasparenza. Non censuro nessuna dichiarazione, naturalmente, però, ho diritto di replica. Ho chiesto alla Presidente Bindi di essere audito dalla Commissione Nazionale Antimafia per spiegare a questo importante organismo le mie ragioni, che poi sono quelle del popolo di Cassano.

Continuo ad attendere di essere convocato. Nel frattempo – sottolinea – occorre fare solamente alcune precisioni. Non sono alla ricerca di cambiare le carte in tavola, ma esclusivamente mi batto per la verità e la giustizia. Sarebbe interessante e necessario un contradditorio con chi ha redatto relazioni, con chi deve decidere al fine di assumere giuste, eque e corrette determinazioni.

Purtroppo, non sempre ciò è possibile! Sono costretto, quindi, ad intervenire rispetto a quanto viene riportato da qualche organo di stampa. Infatti, intendo informare la pubblica opinione che tra le tante ditte che hanno svolto compiti e lavorato per il Comune di Cassano solamente due o tre ditte sono state, per quanto può essere a conoscenza del sottoscritto, attenzionate con interdittive. La ditta o le ditte che hanno svolto lavori di realizzazioni di opere pubbliche prima di essere interdette hanno avuto regolare certificazione antimafia rilasciata dalla Prefettura di Cosenza che possiamo esibire in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza ed in qualsiasi luogo».

Papasso aggiunge che le stesse ditte «già avevano avuto rapporti con il Comune di Cassano prima della mia elezione. Quando queste sono state interdette con le stesse è stato tranciato ogni rapporto. Per quanto concerne la ditta che si è occupata della cura del verde si evidenzia che, la stessa, ha sempre avuto affidamenti dietro regolari gare d’appalto e con procedure aperte e/o a seguito di procedure negoziate precedute da pubblicazione on – line sul sito del Comune di manifestazione di interesse. Addirittura, l’impresa in questione, ha sottoscritto, talvolta, con il Comune rigorosi patti d’integrità. Puntualmente le conclusioni di queste attività sono state comunicate in Prefettura senza riscontri negativi.

Preciso che la ditta si è regolarmente aggiudicata lavori per la cura del verde anche durante la gestione commissariale. L’impresa in questione – puntualizza – è stata raggiunta da interdittiva in data 17 novembre u.s. e gli uffici, su mia disposizione, hanno già attivato i meccanismi che la legge, a tal riguardo, prevede. Pertanto, è da ritenere che fino alla predetta data la stessa era perfettamente regolare. Quindi, nessuna vicenda maleodorante ma il rispetto delle norme e delle leggi vigenti in uno stato di diritto. La nostra coscienza è assolutamente tranquilla e a testa alta andremo avanti nell’esclusivo interesse della città».

I RETROSCENA. Le parole del sindaco di Cassano all’Jonio Gianni Papasso hanno un fondo di verità. E la lotta alla criminalità organizzata, fortemente detentrice del territorio nella Sibaritide, non è assolutamente una novità per gli investigatori o per i magistrati antimafia. Basta andare a leggersi cosa ha la magistratura nazionale antimafia nell’ultima relazione, ovvero di frizioni all’interno dei clan che vogliono, visto le recenti scarcerazioni di personaggi illustri, ritornare a comandare e quindi ottenere anche lavori. Insomma, Papasso nel corso della sua legislatura ha finora rispettato il patto con gli elettori. Tra le tante questioni sotto la lente d’ingrandimento pare ci sia anche il cimitero. Staremo a vedere se sarà davvero così. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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