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«Sono all’estero, mandami 1000 euro». La prima vittima è di Cosenza

«Sono all’estero, mandami 1000 euro». La prima vittima è di Cosenza

Corre sul web una delle tante truffe ai danni di coloro che hanno una mail personale o professionale, vittime di raggiri e di tentativi di estorcere denaro in modo illecito. La prima vittima è di Cosenza. Ecco cosa è successo.

La nuova truffa a livello mondiale arriva direttamente sugli indirizzi di posta elettronica. I delinquenti creano ad arte una casella di posta identica a quella hackerata modificandola con un numero. Ad esempio: cosenzachannel@1gmail.com. Per chi riceve abitualmente e-mail da quell’indirizzo potrebbe non far caso e quindi aprire e leggere cosa c’è scritto. Così infatti è successo a uno degli amici di una vittima di Cosenza, un avvocato civilista, al quale i malviventi hanno prima bloccato l’indirizzo di posta elettronica e poi hanno cominciato ad inviare raffiche di mail a tutti i contatti registrati.

Nella mail c’è scritto che la vittima in questione si trova in Nuova Zelanda e riferisce di aver perso tutti i documenti, compreso il portafoglio dopo aver utilizzato un taxi per trasferirsi da un posto all’hotel in cui soggiorna. I truffatori nella prima mail comunicano quindi agli amici della vittima il disagio patito e chiedono se sono interessati a dare una mano in termini economici, caricando almeno 1000 euro.

Nella maggior parte dei casi, gli amici della vittima in questione hanno compreso subito che si trattasse di una truffa e non hanno risposto alla prima mail, una persona invece è cascata nel tranello e dopo essersi reso disponibile nell’accreditare i soldi su un conto, ha provveduto realmente a farlo presso un tabacchino. Ha preso 500 euro e li ha caricati su un conto, inviando il codice per il prelievo dei soldi ai truffatori.

Pensando che la vittima di Cosenza non avesse il cellulare per sentire come stava e se avesse bisogno di altri aiuti, qualche ora dopo ha provato a contattare l’amico avvocato, il quale ha risposto al telefono. «Ti ho mandato i soldi, hai visto», ha esordito l’altra vittima della truffa. L’avvocato, capendo che il suo amico aveva risposto (e creduto) alla mail truffa, gli ha spiegato subito la situazione, invitandolo ad andare immediatamente dai carabinieri per bloccare il pagamento. Solo per una coincidenza i truffatori a distanza di sei ore dall’invio del codice, non avevano ancora scaricato la somma di 500 euro. Così l’altra vittima, amico dell’avvocato, si è recata con i militari dell’Arma presso il tabacchino in cui aveva depositato i soldi e per fortuna sono riusciti a bloccare il pagamento.

I truffatori quindi erano riusciti ad ingannare una persona su almeno 300 mail inviate. L’avvocato, infine, ha sporto denuncia presso le autorità competenti e ha informato i suoi amici sui social network di non rispondere ad altre mail truffa per evitare di diventare vittime di un sistema mondiale che, evidentemente, riesce ad arricchirsi sfruttando la buona fede delle persone. (a. a.)

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