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Un uomo dei Mancuso minaccia in aula parte civile e avvocato

Un imputato, ritenuto affiliato al clan Mancuso di Limbardi, ha minacciato in udienza un imprenditore di Cosenza e il suo difensore.

I fatti si sono verificati dinanzi lo scorso mese di luglio dinanzi al Gup di Reggio Calabria nell’ambito del processo relativo alla maxi operazione condotta dalla DDA di Reggio Calabria che, nel 2018, aveva portato alla cattura di numerosi soggetti ritenuti esponenti della associazione mafiosa denominata ‘ndrina Mancuso e ed al sequestro di beni per svariati milioni di euro a carico di presunti responsabili di estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

I reati contestati riguardano numerosi estorsioni e diversi attentati ai danni di amministratori di società, anche multinazionali, impegnate nella realizzazione dei parchi eolici nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. 

Un presunto affiliato dei Mancuso minaccia in aula persona offesa e avvocato di fiducia

Tra gli episodi estorsivi, la DDA di Reggio Calabria ha ricostruito quelli commessi ai danni di un imprenditore cosentino, che, in qualità di amministratore della omonima società che si è occupata della realizzazione di alcuni parchi eolici nella provincia di Vibo Valentia, è stato ritenuto vittima di gravi attentati ed ingenti richieste di denaro. Nel corso delle indagini, la persona offesa ha contribuito, con le proprie dichiarazioni rese agli investigatori della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, alla ricostruzione delle condotte estorsive perpetrate ai propri danni dagli appartenenti al clan Mancuso. 

Durante un segmento del processo, svoltosi nelle forme del giudizio abbreviato, la persona offesa si è costituito parte civile nei confronti di uno dei presunti appartenenti alla consorteria mafiosa, Giuseppe Evalto, accusato dallo stesso imprenditore di aver preso parte alle estorsioni perpetrate nei propri confronti.

Avvocato e imprenditore di Cosenza aggrediti in aula

Nel corso delle udienze tenutesi dinanzi al Gup distrettuale di Reggio Calabria, l’imputato Evalto, in aula, dall’interno delle gabbie in cui si trovava detenuto, durante una pausa processuale, in assenza del Giudice e del Pubblico Ministero, si sarebbe rivolto al difensore della vittima, l’avvocato Roberto Le Pera del foro di Cosenza, e gli avrebbe riferito espressioni minatorie.

Immediata la reazione del legale, che avrebbe chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, denunciando l’accaduto, alla ripresa dell’udienza, al Gup ed al pubblico ministero. Successivamente, lo stesso imputato, nel rendere dichiarazioni spontanee, ha ulteriormente precisato il contenuto della espressione indirizzata all’avvocato Roberto Le Pera così affermando di aver detto la seguente espressione: «“La rogna”» riferendosi al cognome della parte civile «”non la deve passare agli altri e gliela faccio passare io”». All’esito del giudizio, l’imputato è stato riconosciuto responsabile di diversi reati, tra cui una delle condotte estorsive commessa, con metodo mafioso, ai danni della vittima cosentina.

Nella stessa sentenza, il Gup distrettuale di Reggio Calabria ha rilevato l’apporto probatorio delle dichiarazioni rese dalla parte offesa, annotando che proprio le espressioni che l’imputato Evalto ha rivolto all’indirizzo del difensore dello stessa parte civile denotano una inclinazione dell’imputato alla violenza e alla prevaricazione. Per questo motivo il giudice ha negato la concessione delle circostanze attenuanti generiche ed ha condannato l’imputato alla pena complessiva di 11 anni e 4 mesi di reclusione.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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