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Baclet: «L’idea di lasciare Cosenza non mi è mai andata giù»

Baclet: «L’idea di lasciare Cosenza non mi è mai andata giù»

Allan Baclet è tornato in campo a Carpi dopo la notte di Pescara. «Giocare col Marulla pieno è pura follia, a far gol rischi di impazzire veramente. Braglia e Occhiuzzi mi sono stati vicini».

«Quel coro mi carica da matti. E pensare che con il ritornello del mojito i tifosi avevano iniziato a contestarmi…». Allan Baclet non ha peli sulla lingua, ma sa di essere il beniamino indiscusso della piazza. Merito del suo sorriso, della simpatia con cui il francese si approccia ai supporter del Cosenza e soprattutto dei gol con cui ha portato i Lupi in Serie B.

«Cosenza è la città più bella della Calabria – ha detto Baclet in un’intervista al Quotidiano del Sud – Qui sto da Dio. I tifosi me li sento sulla pelle. Mi fanno impazzire, però se non la butti dentro… mamma mia!». Il francese quando parla della notte di Pescara avverte un brivido, segno che la finale col Siena lo ha segnato per tutta la vita. « Ho goduto come un pazzo. Ho sentito nel campo la liberazione dei nostri fan. Sul 2-1 ci siamo sentiti morire, ma poi quella rete, quelle facce, i pianti, tutto incredibile. I playoff? Giocare con 20mila persone nel nostro stadio non ha paragoni. Non c’è altro impianto che può reggere il confronto anche tra i cadetti. Segnare con loro che soffiano il pallone in porta è totale follia. Rischi di impazzire veramente di gioia. Ora godiamoci ogni fine settimana, ma dobbiamo iniziare a vincere».

Già, la vittoria. Manca al Cosenza tra i cadetti da 15 anni. Baclet nel frattempo ha esordito a Carpi. «Non vedevo l’ora, ho trascorso un’estate travagliata – svela – L’idea di lasciare Cosenza non mi è mai andata giù. Mi è stato molto vicino Braglia, ma soprattutto il secondo allenatore Occhiuzzi che mi ha caricato ogni giorno. Adesso sono qui e mi sto allenando, sempre meglio, per farmi trovare pronto a ogni minuto della partita. Nello spogliatoio siamo sereni. Sono convinto che dopo la prima vittoria inizierà un altro campionato. In queste partite ci è mancata un poco di “cazzimma”, ma siamo un grande gruppo».

Che sia l’anima del gruppo è una “non notizia”, in quanto basta seguirlo con lo sguardo che è facile lasciarsi travolgere dai ritmi dell’attaccante rossoblù. E’ lui, inoltre, il dj della squadra. «Amo la musica. Senza musica non vivo. Porto la cassa in ogni allenamento e cerco di fare ballare i compagni, anche se in questo periodo mi sto limitando. Dobbiamo tornare a vincere prima. Che farò da grande? Non faccio programmi. Vivo alla giornata. Mi chiamo Baclet».

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