Società & Ambiente

Termovalorizzatore, anche Montalto dice no a Rende

L'assessore all'Ambiente Bianca Verbeni bacchetta il collega rendese Ziccarelli: «Quanta confusione, noi contro il termovalorizzatore»

Leggo sulla stampa che l’assessore Ziccarelli di Rende è favorevole ad ospitare un nuovo termovalorizzatore. Leggo ancora che si sta lavorando per avere l’ecodistretto sul territorio di Rende. La prima domanda che mi pongo è: si sta parlando davvero di due impianti diversi o si sta facendo confusione sui termini? Sì, perché il termovalorizzatore è cosa diversa dall’ecodistretto. Sono entrambi impianti che rientrano nel ciclo integrato dei rifiuti ma che hanno finalità profondamente diverse. L’Ecodistretto, per come individuato nel vigente Piano regionale di Gestione dei rifiuti (PRGR), è una moderna piattaforma di trattamento dei rifiuti urbani che, in sostituzione dell’attuale processo di trattamento meccanico biologico, opera una selezione spinta di materiale di rifiuto, ai fini del recupero e dell’avvio alle filiere del riciclaggio, in linea con le direttive europee e con lo sviluppo dell’economia circolare.

La mia domanda, quindi, potrebbe sembrare retorica visto che la finalità dell’ecodistretto individuata nel PRGR, che è quella di riimmettere nel mercato il quantitativo maggiore possibile di materia, non può essere in nessun modo raggiunta con un termovalorizzatore e che lo stesso piano individua quello esistente di Gioia Tauro come impianto strategico a servizio di tutta la regione. Ma siccome ho già sentito parlare dai tecnici del Consorzio Valle Crati nei corridoi di un termovalorizzatore che potrebbe sorgere in contrada Coda di Volpe in prossimità della ex Legnochimica, la mia domanda diventa meno retorica e più preoccupante.

In questa confusione di terminologia e di intenti, voluta o non voluta, l’unica informazione corretta da dare ai cittadini è che un termovalorizzatore esiste già in Calabria e che non abbiamo bisogno di realizzarne altri. Quindi, chiarata questa questione, mi sorge un dubbio. Se, come spero, si sta facendo solo confusione di termini mi chiedo: perché abbiamo invocato un commissario ad acta se l’idea era realizzare l’ecodistretto nel comune di Rende? E ancora, è istituzionalmente corretto parlare di possibili siti mentre un commissario ad acta sta svolgendo l’attività che l’assemblea della Comunità Ambito non è riuscita a portare a compimento? E senza entrare troppo nel merito delle discussioni assembleari, ricordo a me stessa che sia io sia il sindaco abbiamo chiesto più volte che venisse verbalizzato il diniego del Comune di Montalto ad ospitare l’ecodistretto sottolineando che lo stesso dovrebbe valere anche per il comune di Rende.

Quella del Comune di Montalto Uffugo non è una non assunzione di responsabilità ma la consapevolezza, più volte argomentata, che i siti individuati non risultano idonei alla stessa finalità.

*Assessore ai Lavori pubblici e all’Ambiente del Comune di Montalto Uffugo

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