domenica,Dicembre 5 2021

“Valle dell’Esaro”, un ispettore: «Imputati riconosciuti grazie ai soprannomi»

Riprende il processo sul presunto sodalizio dedito al narcotraffico nella Valle dell'Esaro. La Dda ha sentito un ispettore di polizia.

“Valle dell’Esaro”, un ispettore: «Imputati riconosciuti grazie ai soprannomi»

Dopo la pausa estiva è ripreso il processo “Valle dell’Esaro”, l’inchiesta della Dda di Catanzaro, sulla presunta associazione a delinquere dedita al narcotraffico, con base operativa a Roggiano Gravina, comune in provincia di Cosenza. In udienza, la pubblica accusa ha sentito uno dei testi di polizia giudiziaria che ha partecipato fattivamente alle indagini, in servizio presso la Squadra Mobile di Cosenza.

L’ispettore di polizia, nel corso della sua escussione, ha ripercorso tutte le fasi delle indagini preliminari, parlando degli atti a sua firma e di come gli investigatori avessero riconosciuto gli imputati, grazie alla conoscenza diretta di alcuni suoi colleghi, originari proprio di Roggiano Gravina. All’epoca, infatti, gli indagati parlavano al cellulare, chiamandosi spesso con soprannomi che, a dire del testimone, hanno facilitato l’identificazione degli stessi. 

Durante l’esame del pm della Dda di Catanzaro, Palermo ha illustrato diversi incontri intercorsi tra gli imputati e i parenti, spiegando che in un casolare abbandonato, di proprietà dei Presta, «secondo noi c’era qualcosa di interessante». La maggior parte del materiale probatorio è dato dalle intercettazioni telefoniche e ambientali che, dal punto di vista dell’accusa, rappresentano il fulcro centrale delle indagini.

Il processo “Valle dell’Esaro”, tuttavia, entrerà nella fase calda, quando la Dda di Catanzaro depositerà i verbali del collaboratore di giustizia, Roberto Presta, fratello di Antonio, ritenuto il capo del presunto sodalizio criminale. La prossima udienza è stata fissata per il 13 ottobre, sempre nel Palazzo di Giustizia di Cosenza.

Il processo alle guardie penitenziarie “infedeli”

Nella mattinata odierna, invece, è andato di scena il processo sulle guardie carcerarie che, secondo la Dda di Catanzaro, avrebbero favorito i clan durante il periodo inframurario trascorso presso la casa circondariale di Cosenza. In aula oggi hanno parlato i pentiti, Luca Pellicori ed Ernesto Faggeti. Nel primo caso l’ex contabile del gruppo di Marco Perna, ha dichiarato che nel carcere «entravano pacchetti di sigarette con all’interno 10 o 20 grammi di hashish», evidenziando di avere avuto rapporti con Luigi Frassinato, uno degli imputati insieme a Giovanni Porco e Franco Caruso. Prossima udienza 29 ottobre 2021. Saranno sentiti i pentiti Franco Bruzzese, Luciano Impieri e Vincenzo De Rose. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Francesco Boccia, Cristian Cristiano, Gaetano Maria Bernaudo e Filippo Cintante.