sabato,Luglio 2 2022

Funaro: “Riallacciamo la filiera culturale della nostra città”

Era il Capodanno 2000, il primo capodanno in piazza a Cosenza, un capodanno che sposava festa e cultura perché c’era Franco Battiato a cantare. La cultura a Cosenza ha bisogno di nuovi input e di ripartire per come la città merita. I contributi alla Biblioteca civica sempre più ridotti fino a sminuire natura e significato

Funaro: “Riallacciamo la filiera culturale della nostra città”

Era il Capodanno 2000, il primo capodanno in piazza a Cosenza, un capodanno che sposava festa e cultura perché c’era Franco Battiato a cantare.

La cultura a Cosenza ha bisogno di nuovi input e di ripartire per come la città merita.

I contributi alla Biblioteca civica sempre più ridotti fino a sminuire natura e significato di un edificio storico. Le stagioni teatrali del Rendano nemmeno un pallido ricordo di ciò che erano una decina di anni fa. I cinema-teatro Tieri e Morelli sempre più inutilizzati fino ad arrivare alla dismissione di quest’ultimo (logica conseguenza di una situazione economica disastrosa: perché spendere per qualcosa che non si utilizza?). Il Castello Svevo dato in concessione al prezzo di un magazzino di periferia.

Il fermento della Casa delle Culture che ha smesso di raccogliere voci e dibattiti. L’Acquario che arranca con risorse che non consentono di risorgere.

 E la Casa della Musica? Quella che avrebbe dovuto riqualificare un intero quartiere aprendosi anche a sale di registrazione e fare da anello per una filiera culturale…nulla. Il Planetario si era accomodato in uno snodo di nuovo indotto per quella parte difficile di città. Resta la struttura, bella e inutilizzata, sparito velocemente anche il contorno.

E le voci autonome della nostra città?

Menzione a parte merita il teatro Tieri dato in gestione a un privato, nel silenzio e nell’inconsapevolezza della gran parte, quando sarebbe potuto essere gestito dall’amministrazione comunale. Anche di questo sarebbe importante comprendere l’iter burocratico messo in atto da chi ci ha preceduto e il futuro possibile per riconsegnarlo alla città.

E’ importante che tutto questo riprenda fiato, che ricominci ad abitare il nostro tempo, che esista una programmazione che abbracci musica, teatro, realtà indipendenti: cadenzare, calendarizzare, ritrovare gli spazi e l’entusiasmo che ci fecero partecipare a concerti del calibro di Patty Smith o LouReed. Perché Cosenza è stata anche questo e può esserlo di nuovo.

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