mercoledì,Maggio 25 2022

Luigi Abbruzzese in aula: «Mai avuto rapporti con Bruzzese, Lamanna e Foggetti»

Gli ex esponenti di vertice della cosca "Rango-zingari" sono stati condannati in via definitiva per l'omicidio di Luca Bruni. L'imputato oggi ha spiegato di non avere avuto nulla a che fare con loro

Luigi Abbruzzese in aula: «Mai avuto rapporti con Bruzzese, Lamanna e Foggetti»

Nuova udienza questa mattina in Corte d’Assise di Cosenza per il processo sull’omicidio di Luca Bruni, ultimo boss della dinastia mafiosa dei “Bella Bella”, ucciso nel 2012 a Castrolibero, da Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti, su mandato di Franco Bruzzese e Maurizio Rango. E’ questa infatti la verità processuale emersa nei vari filoni investigativi che ad oggi hanno accertato in modo definitivo la responsabilità penale dei soggetti citati in ordine al delitto di mafia consumatosi nei dintorni di Cosenza.

Nel corso della seduta odierna, le difese hanno esaminato l’imputato Luigi Abbruzzese, fratello di Marco, anch’egli a giudizio, e Celestino, collaboratore di giustizia. Proprio il pentito cosentino, ex narcotrafficante nel centro storico di Cosenza, ha accusato i suoi parenti più stretti, di aver partecipato alle fasi pre e post dell’omicidio.

Luigi Abbruzzese parla in aula

Luigi Abbruzzese, tuttavia, ha risposto alle domande dei difensori, spiegando i motivi dell’astio da parte di Celestino. Tutto nasce, secondo quanto detto in aula, dal nuovo rapporto sentimentale che il fratello aveva intrapreso con Anna Palmieri, altra collaboratrice di giustizia, lasciando quindi la moglie e i suoi tre figli. Da quel momento infatti Luigi Abbruzzese non ha più voluto frequentare la sua abitazione, non partecipando all’incontro di famiglia tenutosi nel 2012 quando Celestino fu scarcerato e organizzò una cena nel suo appartamento.

Nessun rapporto con Franco Bruzzese, Daniele Lamanna e Adolfo Foggetti

L’imputato, inoltre, ha riferito di conoscere Franco Bruzzese in quanto è il cugino di suo padre, ma di non aver avuto a che fare direttamente né con lui né con Daniele Lamanna né con Adolfo Foggetti. Gli ultimi due – ha aggiunto Luigi Abbruzzese – erano noti al medesimo solo dalle cronache giudiziarie.

Ha specificato – su domanda dei difensori – di non essere mai stato processato in “Telesis”, “Nuova Famiglia” e “Job Center”, ma di aver affrontato il processo “Drugstore”, da cui è stato assolto già nel giudizio di primo grado. Questa circostanza infatti nel 2017 gli aveva impedito in prima istanza di godere della libertà personale, in quanto i giudici avevano applicato la misura di prevenzione, poi revocata con una motivazione netta, che andava ad escludere qualsiasi tipo di coinvolgimento in gruppi criminali.

Tornando alle possibili frequentazioni con Maurizio Rango, Luigi Abbruzzese ha ricordato ai giudici della Corte d’Assise di Cosenza, di non aver mai varcato la porta di casa dell’allora capo società della cosca “Rango-zingari” né di essersi mai avvicinato alla sua abitazione, situata nei pressi di via deli Stadi. Circostanza che è desumibile dall’imponente materiale probatorio contenuto in “Nuova Famiglia”, e specificatamente nell’informativa “Thurium”, dove erano riportate tutte le visite ricevute all’epoca da Maurizio Rango, alcune antecedenti e altre successive alla consumazione dell’omicidio di Luca Bruni.

L’intercettazione ambientale

Infine, la questione riguardante un’intercettazione ambientale tra Luigi Abbruzzese e Gennaro Presta. In questo incontro, l’imputato si lamentava con l’altro soggetto, appartenente al clan degli “zingari” e condannato in via definitiva per associazione mafiosa, del pentimento di Celestino Abbruzzese.

Durante la discussione, da quanto si evince dall’audio, sarebbe stato Presta e non Luigi Abbruzzese a ipotizzare che il pentito avrebbe parlato pure dell’assassinio di Luca Bruni. Il tenore della conversazione tuttavia sarebbe ben lontano dalla sensazione di timore da parte dell’imputato di essere accusato di un reato che, a suo dire, non ha commesso. L’altro esame di Marco Abbruzzese non si è svolto in quanto l’imputato ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nella prossima udienza, fissata per il 3 dicembre 2021, saranno sentiti altri due collaboratori di giustizia: Edyta Kopaczynska e Mattia Pulicanò, i primi che hanno narrato ai pm antimafia della Dda di Catanzaro eventi e circostanze riferite al delitto di Luca Bruni. Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Cesare Badolato, Paolo Pisani e Antonio Quintieri.