giovedì,Maggio 23 2024

Magistratura, tutte le nomine più calde in provincia di Cosenza

Si entra in una fase molto importante che andrà a disegnare i quadri dirigenziali del Distretto giudiziario di Catanzaro: ecco cosa bolle in pentola

Magistratura, tutte le nomine più calde in provincia di Cosenza

Il Consiglio Superiore della Magistratura è chiamato a dare risposte ben precise al vuoto d’organico in provincia di Cosenza nonché all’avvio delle procedure concorsuali che da qui a qualche mese occuperanno le scrivanie della V commissione di Palazzo dei Marescialli. Scelto il nuovo procuratore aggiunto di Cosenza, e in attesa di capire quale sarà il futuro di Nicola Gratteri, nel circondario della provincia di Cosenza, ci sono tante altre nomine che “ballano”. Ecco quali sono.

In provincia di Cosenza

Vacante ad oggi è il ruolo di procuratore capo di Paola dopo l’addio del magistrato Pierpaolo Bruni, attuale capo dell’ufficio direttivo di Santa Maria Capua Vetere. La “reggenza” è stata affidata al pm più anziano, come prevede la circolare, ma è chiaro che da qui a un anno, la procura di Paola dovrà conoscere chi sarà la sua nuova guida. Sarà un incarico ambito da pm calabresi e campani.

Tra circa un anno invece andrà in pensione il procuratore capo di Cosenza Mario Spagnuolo, dopo una lunghissima carriera passata a debellare la criminalità organizzata e contrastare i crimini compiuti contro la pubblica amministrazione. Con l’arrivo di Antonio D’Alessio, nuovo procuratore aggiunto, a seguito del ballottaggio vinto su Antonio Bruno Tridico, pronto a fare ricorso, la procura di Cosenza avrà in prospettiva circa un anno e mezzo di fase intermedia, con la possibilità di perdere per vari motivi alcuni magistrati. In tal senso, l’organico necessiterebbe di un incremento così come nella sezione penale dibattimentale, dove manca un giudice da tempo e, in previsione di “Reset”, non è pensabile ridursi all’ultimo vista la delicatezza del processo e di eventuali incompatibilità tra giudicanti e futuri imputati.

Sempre rimanendo a Cosenza, a breve dovrà essere bandito anche il concorso per il ruolo del presidente del tribunale, attualmente ricoperto da Maria Luisa Mingrone, che dopo aver tentato il trasferimento nella Capitale, potrebbe rimanere in Calabria, sua terra d’origine.

In provincia di Catanzaro

Chiuso il capitolo di Domenico Introcaso, la Corte d’Appello di Catanzaro cerca un nuovo “inquilino”. È prevista in questo caso una battaglia concorsuale molto aperta, poiché saranno in tanti a presentare domanda per assumere un incarico tanto importante quanto prestigioso. Sempre nel capoluogo di regione, si giocherà un’altra “partita” delicata: il sostituto di Nicola Gratteri. E qui, la vicenda si complica perché i candidati saranno tutti qualificati. È molto probabile che arrivino candidature da fuori regione, così come dal circondario, nonché dalla stessa procura catanzarese. Non sono esclusi però nomi “altisonanti” che in passato hanno partecipato ai lavori di Palazzo dei Marescialli, visto che la procura di Catanzaro, anche grazie al lavoro di Gratteri, è salita di gradimento nella classifica delle destinazioni dei magistrati.

In provincia di Crotone

Manca davvero poco al completamento del mandato di Giuseppe Capoccia, quale procuratore capo di Crotone. Nominato dal Csm nel 2015, il togato ha praticamente concluso il suo mandato. In questi mesi tuttavia è stato duramente impegnato nel fare piena luce sulla strage dei migranti di Cutro, la cui inchiesta è ancora in una fase evolutiva, nonostante gli avvisi di garanzia. Si libererà dunque anche la poltrona di procuratore di Crotone.

In provincia di Reggio Calabria

Passando all’altro Distretto calabrese, ovvero quello di Reggio Calabria, la rinomina di Giovanni Bombardieri a procuratore capo della Dda reggina, potrebbe aver segnato il futuro di Raffaele Seccia, il quale potrà sempre fare ricorso al Tar del Lazio avverso la delibera del Plenum. Considerata l’età di Seccia, 64 anni lo scorso marzo, le strade sono due: o la giustizia amministrativa metterà subito in dubbio la vittoria di Bombardieri o nel 2026 non potrà più garantire i quattro anni di mandato, come previsto dalle norme consiliari dell’organo di autogoverno della magistratura italiana. Tuttavia, Bombardieri ha già presentato domanda per la procura di Torino, dove la concorrenza è agguerrita.

Napoli in chiusura

Tornando a bomba, il Csm entro la fine di luglio prossimo sarà chiamato ad esprimere il successore di Giovanni Melillo, ex procuratore di Napoli ed attuale capo della procura nazionale antimafia. Come ampiamente scritto in altri servizi, i candidati con maggiori chance di ottenere il più alto numero di preferenze sono Nicola Gratteri e Giuseppe Amato, procuratore di Bologna. L’outsider invece è Francesco Curcio, procuratore di Potenza e pm dello storico processo “Spartacus”, la grande inchiesta antimafia contro i Casalesi. La domanda che tutti si pongono è la seguente: la V commissione (dopo aver audito tutti i candidati) quando prenderà la sua decisione? L’ipotesi più accreditata è che la votazione venga fatta in questa settimana o al massimo fra sette giorni. Così si arriverebbe giusto in tempo all’ultima data utile per fissare il Plenum prima delle vacanze estive: il 26 luglio (o in alternativa il 27).

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