venerdì,Giugno 14 2024

Narcos Bisignano, Andrea Pugliese e il mestiere dello spacciatore

Il ventottenne avrebbe fatto di Bisignano un crocevia del narcotraffico, grazie a lui gli stupefacenti arrivavano da tre direzioni

Narcos Bisignano, Andrea Pugliese e il mestiere dello spacciatore

Bisignano, un centro in odor di santità, ma divenuto nel tempo crocevia della droga. Cocaina in particolare, ma anche hashish e marijuana che scorrono a fiumi, provenienti dalla città capoluogo, così come dal Tirreno cosentino e dall’Esaro. È lì, infatti, nella cittadina che veglia dall’alto sulla Media valle del Crati, che si dispiegano le attività di ben due gruppi criminali: uno di matrice nomade, già immortalato nell’inchiesta Reset e l’altro, ben più nutrito, che si muove in sinergia con i clan italiani di Cosenza.

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Di quest’ultimo gruppo si occupa “Recovery”, la più recente indagine antidroga griffata Dda di Catanzaro, che punta i riflettori su Andrea Pugliese, l’ancora presunto organizzatore del vasto giro di narcotraffico. Gli investigatori ritengono che questo ventottenne, già noto alle cronache, fosse diventato punto di riferimento di un’agguerrita banda di spacciatori, anche minorenni, in ragione della sua abilità nel rifornirsi costantemente di droga. Buona parte dei carichi, per come emerge da intercettazioni e pedinamenti, li prendeva da Antonio Illuminato, uno dei distributori della cosca di Francesco Patitucci. Questa, però, non rappresentava la sua unica fonte di sostentamento.

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Non a caso, le indagini hanno documentato come Pugliese si approvvigionasse anche in quel di Cetraro e Roggiano Gravina col risultato di far levitare i propri affari all’insaputa dei suoi fornitori cosentini. Un “sottobanco” di cui, quasi certamente, quest’ultimi erano a conoscenza. Arrivavano a chiudere un occhio sulla scorta di un’evidenza: che il ragazzo ci sapeva fare e che grazie a lui, l’organizzazione si assicurava entrate più che cospicue. Mettersi sulla sua scia, però, è risultato un buon affare non solo per loro, ma anche per inquirenti che, tenendo d’occhio lui, hanno capito qualcosa in più sul funzionamento del cosiddetto Sistema Cosenza.

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Pugliese, infatti, aveva l’obbligo tassativo di rifornirsi da Illuminato perché, come ammette lui stesso intercettato, «a Bisignano c’è Cosenza», che equivale a dire: le regole criminali le impone la mala del capoluogo. «Io però sto assai con Cetraro» spiega al suo interlocutore al quale confida poi il filo sottile ma resistente su cui si mantiene in equilibrio. Con i cosentini intesse rapporti politici, acquista la loro merce con puntualità e senza sgarri, ma non è così che si arricchisce: gli affari migliori li coltiva in perfetta autonomia. La droga che prende dagli italiani rappresenta solo un prezzo da pagare sull’altare dell’indipendenza. Esercita un mestiere, quello dello spacciatore, a cui associa una filosofia che riassume in una formula efficace: «A Patitucci gli do la mano, con Cetraro mi faccio i soldi».

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La sua ascesa si interrompe bruscamente a febbraio del 2021, quando i carabinieri lo fermano dopo uno dei suoi soliti incontri con Illuminato e gli sequestrano gli stupefacenti che ha appena acquistato. Sempre i carabinieri, vanno poi a casa sua e in un armadio trovano due chili di marijuana, un fucile a canne mozze e una rivoltella con tanto di munizioni al seguito. E così arrestano lui, ma non l’attività di narcotraffico che procede spedita tra la cittadina di Sant’Umile e dintorni. A riprova dell’importanza strategica che per la criminalità organizzata riveste la piazza di Bisignano, già all’indomani dell’uscita di scena di Andrea Pugliese, Antonio Illuminato si metterà alla ricerca di qualcuno in grado di sostituirlo.

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