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“AMO COSENZA” | I primi cento giorni di Lucio Presta se vincesse le elezioni

“AMO COSENZA” | I primi cento giorni di Lucio Presta se vincesse le elezioni

I dieci punti del candidato sindaco del centrosinistra che punta soprattutto sui giovani. Non manca l’argomento piazza Bilotti. «Non diventi un’area di acciaio». Ma il Pd sosterrà le sue idee o presenterà un altro programma?

Che il Pd e “Amo Cosenza” siano due cose diverse è ormai assodato, ma che la lista civica di Lucio Presta presenti un programma (forse) non simile a quello dei democrat cosentini sembra, politicamente parlando, un tantino fuori luogo. Conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che il manager dei vip dello spettacolo è un’entità separata dal Pd che tuttavia dovrà sostenerlo affinché entrambi giungano al traguardo prima di Occhiuto e Paolini.

Stamattina, intanto, Presta al termine della conferenza stampa ha divulgato un promemoria dal titolo “Amo Cosenza 100 giorni, 10 fatti” che raccoglie le idee per la città bruzia. Dieci punti sintetizzati al massimo che sono il bigliettino da visita di una lista, “Amo Cosenza”, che punta a governare Palazzo dei Bruzi. Si parte dal “Cantiere città”, ossia 100 giovani intelligenze al servizio di Cosenza dove «vi saranno coinvolti cento ragazze e ragazzi che desideriamo – scrive Presta – impegnare nell’ideare e progettare soluzioni, prodotti, servizi e modelli per Cosenza. I giovani che parteciperanno all’iniziativa, non importa se minuti di laurea o diploma o anche se sprovvisti di qualsiasi titolo di studio, avranno l’opportunità di lavorare negli anni a venire con l’amministrazione comunale, così da realizzare i progetti che loro stessi avranno messo a punto». Poi il testo parla anche di “Cultura e turismo”. E ancora: «Non dimentichiamo che i cento giovani costeranno meno dei tanti consulenti – molti dei quali assolutamente inutili – che il Comune ha caricato negli anni sulle spalle della collettività». Spazio al centro storico: «La città antica ha bisogno di essere conosciuta sin nelle sue pieghe più recondite: negli strati sociali che la abitano; nei monumenti che la popolano; nella sua geologia e morfologia» e tante altre cose. «Abbiamo bisogno di tempo e di dedizione, di studi, di progetti sensati. Sarà però un “tempo fertile”: trasformare il centro storico in una “grande fabbrica” all’interno della quale impiegare professionisti, operai, artigiani lo renderà il cuore vivo e palpitante della città» e chiede una legge speciale sui centri storici della Calabria «sulla quale far confluire una quota rilevante dei fondi comunitari».

Secondo Presta, inoltre, Cosenza è una città generosa «ma dobbiamo riconoscere che è anche una città che disperde le proprie energie nei “mille volti” della disorganizzazione. In collaborazione con tutte le associazioni già presenti e operanti sul territorio realizzeremo subito un progetto partecipato, condiviso, sostenibile ed efficiente volto a garantire almeno un pasto al giorno a chi ne ha bisogno». Il tema della cultura e soprattutto del “Rendano”. «Versa da anni in condizioni di asfissia e di depauperamento della sua nobile tradizione». Il teatro «può e deve diventare meta internazionale per il livello delle sue rappresentazioni». Non manca l’argomento piazza Bilotti che secondo “Amo Cosenza” rischia di diventare un luogo desertico, per nulla attraente: acciaio, pietra e cemento sono ingredienti respingenti, in disarmonia con il contesto della piazza. Dobbiamo per questo modificare il progetto prima che sia troppo tardi», introducendo – evidenzia Presta – «una grande quantità di verde». Sulla legalità si esprime così: «Quel poco o tanto che possediamo desideriamo venga ripartito con equità e giustizia, così da non privare chicchessia del diritto ad una vita dignitosa». E ancora: «Per evitare che proprio dal Palazzo di Città si propaghino ingiustizie, sprechi e clientele, faremo in modo che la parte più sana e preparata della burocrazia comunale sia messa nelle condizioni di portare avanti un progetto di rinnovamento», per cui «trenta dipendenti pubblici selezionati con bando si muoveranno quotidianamente nei vari quartieri per segnalare» i vari problemi».

L’istruzione secondo Presta è un valore fondamentale e tocca la questione universitaria: «Anche l’Università ha bisogno della Città così come l’Università ha bisogno della Città. È per questo che ci impegniamo a presentare nei primi cento giorni di governo un “protocollo” per istituire una forma di costante collaborazione tra Cosenza e l’Unical». Sulla mobilità vien naturale pensare che Presta focalizzi l’attenzione sui disabili che devono avere la possibilità di vivere all’interno della città con la massima serenità. E sull’Atac «desideriamo venga attuato un radicale cambiamento. Innanzitutto delle linee: meno linee lunghe, meno mezzi in strada, più puntualità delle corse». Infine le fasce deboli. «Esistono larghi strati di popolazione che soffrono a causa della loro incapacità di difendere i propri diritti. Per questo chiameremo a raccolta gli avvocati cosentini sensibilizzando l’Ordine e il suo presidente» Oreste Morcavallo che attraverso il figlio Enrico correrà al suo fianco «perché offrano patrocinio gratuito alle persone che non hanno la possibilità di difendersi nelle aule dei tribunali». Che sia il programma di “Amo Cosenza” non v’è dubbio, ma lo sarà anche per il Pd? Staremo a vedere. (a. a.)

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