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Il programma di Lucio Presta: legalità, giovani e centro storico. Ecco chi c’era (FOTO)

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Pienone al cinema “Citrigno” per la manifestazione organizzata dal candidato sindaco del Pd. Il giornalista Del Debbio ha intervistato il manager dei vip che ha affrontato diversi temi. «Si deve rispettare il codice penale». E aggiunge: «Voglio tornare a vivere nella mia città».

Un bagno di folla dietro l’altro per i primi due candidati sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto e Lucio Presta che tra ieri e oggi hanno aperto il loro mondo al pubblico cittadino. L’architetto ha inaugurato la sua nuova sede, mentre il manager dei vip dello spettacolo ha riempito totalmente il cinema Citrigno nel pomeriggio, teatro dell’intervista fatta dal giornalista Paolo Del Debbio all’uomo ideatore di “Amo Cosenza” e sostenuto per le prossime elezioni comunali dal Pd del suo amico Matteo Renzi, da alcune liste civiche, dalle famiglie Morrone e Mancini, dal partito socialista ma non da Enzo Paolini e dal Nuovo Centrodestra che non hanno condiviso la decisione arrivata dall’alto di rinunciare alle primarie.

Oggi, quindi, città mobilitata per Lucio Presta che nel corso della manifestazione ha ribadito più volte di sentirsi cosentino al 100% nonostante abbia vissuto lontano dalla sua terra in questi anni che, tuttavia, gli hanno permesso di costruire una carriera professionale straordinaria. Ma si sa, lo spettacolo e la politica sono ambiti diversi. Essere un uomo di successo non significa avere per forza i requisiti giusti per amministrare un Ente, perché i due pianeti sono lontani anni luce l’uno dall’altro. Presta, quindi, dovrà dimostrare in campagna elettorale di sapere conquistare tutte le fasce sociali e arrivare al traguardo prima di tutti. Oggi la sua coalizione è più forte di quella di Occhiuto e della possibile – ma non scontata – alleanza tra Paolini e Gentile? Girano sondaggi non positivi negli ambienti del centrosinistra ma questo a due mesi e mezzo dal voto può contare poco, considerato che il tempo per recuperare c’è. Le intenzioni di Presta sarebbero quelle di tornare a vivere a Cosenza, escluse le festività che lo vogliono sempre lontano dall’Italia – tra le Maldive e l’Africa – ma ovviamente un’eventuale elezione a sindaco cambierebbe la sua vita ma non la sua azienda «che può andare avanti anche senza di me perché c’è una grande organizzazione».

L’idea di candidarsi a guidare la sua città nasce nel 2012 ma a fine gennaio 2014 si confida con un amico giornalista nel suo studio di corso Mazzini, al quale manifesta le sue ambizioni, chiarendo di averne già parlato con Renzi. E così è stato. Ma Presta tiene a precisare che scende in campo con una lista civica ma ciò non cancella il fatto che è chiaramente espressione del Partito Democratico. Proprio i democrat, sentendo le dichiarazioni di Rosy Bindi, hanno deciso di affidarsi a candidati puliti ma più che guardare al codice etico «si deve rispettare il codice penale». A tal proposito, visto che siamo in tema di giustizia, venerdì mattina si è recato a salutare i vertici della Procura di Cosenza: visita di cortesia, nulla di più. Ad ascoltarlo mentre risponde alle domande dell’amico giornalista, ci sono quasi tutti gli esponenti di primo piano del Pd calabrese: Ernesto Magorno (foto sopra a sinistra), Enza Bruno Bossio, Nicola Adamo, Franco e Stefania Covello, Franco Laratta (in foto sotto a destra), Carlo Guccione, Marco Ambrogio, Mimmo Bevacqua e Sebastiano Barbanti (in foto in alto a destra). Spiccano le presenze di Pino Galati, Giacomo Mancini, Gianpaolo Chiappetta e di numerosi professionisti cittadini: dal mondo dell’avvocatura – vedi l’arrivo del presidente dell’ordine degli avvocati di Cosenza Oreste Morcavallo – a medici e commercialisti. E tra questi l’ex direttore amministrativo dell’Asp di Cosenza Flavio Cedolia. Poi tanti simpatizzanti e curiosi, magari di altre fazioni politiche. Il suo programma contiene tante cose e parla di giovani e lavoro, ma anche di recuperare le bellezze del centro storico. Sulle questioni politiche difende le sue scelte, ovvero di non essersi fatto condizionare dalle pressioni dei partiti. Gli equilibri, però, sono più importanti delle idee e alla lunga questo potrebbe incidere sulla reale forza del movimento che gira intorno a Presta. presta con lavata

Le note stonate, tuttavia, arrivano dalla scelta di evitare le domande (imbarazzanti?) degli altri giornalisti – forse perché Del Debbio basta e avanza (?) – che non hanno preso bene la comunicazione via mail giunta nelle scorse ore. Era una manifestazione organizzata per la cittadinanza ma questo non vuol dire che chi lavora nell’informazione non potesse porre quesiti a uno degli aspiranti sindaci della città. Presta sa bene che chi decide di mettere la sua faccia davanti alle telecamere o ai taccuini è obbligato – almeno moralmente – a tenere in considerazione l’aspetto comunicativo e l’inizio non è stato dei migliori. Le occasioni per riscattarsi, tuttavia, non mancheranno di certo.

 

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