Tutte 728×90
Tutte 728×90

“TELA DEL RAGNO” | I verbali di Franco Bruzzese: «Ecco perché ho deciso di cambiare vita»

“TELA DEL RAGNO” | I verbali di Franco Bruzzese: «Ecco perché ho deciso di cambiare vita»

L’ex boss del clan “Rango-zingari” racconta al magistrato Eugenio Facciolla il modo in cui prese i gradi nel carcere di Cosenza. L’uomo è accusato di essere il mandante dell’omicidio di Luca Bruni, sul quale ha reso dichiarazioni auto-etero accusatorie

Un titolo di studio in mano e un passato criminale alle spalle. Franco Bruzzese si presenta così davanti ai magistrati della Dda di Catanzaro, con i quali collabora dal 26 febbraio scorso. Il nuovo pentito della ’ndrangheta cosentina dice di conoscere tanti fatti di sangue ed episodi di “normale attività delinquenziale” che hanno condizionato, solo in negativo, gli ultimi 20 anni della storia cosentina. La Dda, prima che decidesse di “saltare il fosso”, gli contestava di essere il mandante dell’omicidio di Luca Bruni. Nel momento in cui ha lasciato le vesti di boss, ha riferito i motivi per i quali fu ucciso uno dei “Bella bella”, accusando Maurizio Rango, Daniele Lamanna, Ettore Sottile e Adolfo Foggetti. Quest’ultimo, come il secondo da noi menzionato, è un collaboratore di giustizia che per l’assassinio di Bruni è stato condannato in abbreviato a sei anni di carcere, compresi alcuni episodi di natura estorsiva. Tuttavia Bruzzese parla anche di omicidi commessi nel Tirreno cosentino nei primi anni del nuovo secolo ed è per questo motivo che il prossimo 6 maggio sarà ascoltato, c’è chi dice in aula ma verosimilmente in videoconferenza da una località protetta, davanti alla Corte di Assise di Cosenza presieduta dal presidente Giovanni Garofalo. franco bruzzese

Oggi siamo in grado di pubblicare uno stralcio del verbale d’interrogatorio reso da Bruzzese con il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla, titolare del procedimento penale “Tela del Ragno”. «Perché ho deciso di pentirmi? La cosa scatenante di questo mio cambiamento è stata la scuola, che ho frequentato qui nel carcere, ci sono stati dei docenti scolastici che mi hanno fatto capire che si può vivere in altri modi, e questo è stato il motivo scatenante che mi ha portato a questa decisione di cambiare la mia vita». Dunque la cultura che irrompe e spazza via il male. Inoltre precisa che la sua famiglia, intesa come nucleo familiare, è fuori dai contesti mafiosi e racconta la sua fidelizzazione alla ’ndrangheta. «Nel 2000 ho avuto la prima affiliazione, nel 2004 la seconda, e la terza affiliazione l’ho avuta il 2013». E va nel dettaglio. «Nel 2000, nel carcere di Cosenza, ero al primo piano della sezione F, nella cella numero 8, poi sopra c’era mio fratello Giovanni, sempre alla cella numero 8, nello stesso padiglione, c’era Franco Abbruzzese di Cassano, detto “Dentuzzo” e mi hanno passato la copiata attraverso la finestra. Sulla copiata c’era Maringola, c’era Farao, c’era Rocco Azzaro di Corigliano, eh». E Facciolla chiede i gradi. «La prima, la seconda, e la terza, la prima sta picciotto, la seconda sta per camorrista, e la terza sta per sgarrista». Nei colloqui tra il magistrato e il pentito spunta il nome di Mario Attanasio. «L’ho conosciuto che frequentava molto Michelino… Michele… Michele Bruni, tant’è che gli reggeva anche la latitanza a casa sua proprio». E l’ultimo grado lo avrebbe preso nel 2013 sempre nel carcere di Cosenza: «Nel passeggio Patitucci e Mario Gatto mi hanno… Mario Gatto ed un’altra persona del reggino, che non ricordo il cognome, che si chiama Antonio, e mi hanno conferito il quartino, il tre quartino, e il padrino». Così parlò Bruzzese. (a. a.)

CLICCA QUI PER LA NUOVA PAGINA FACEBOOK DI COSENZACHANNEL – ATTUALITA’

Related posts

error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it