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AMMINISTRATIVE 2016 | L’impegno di Paolini: «Pari dignità agli abitanti dei quartieri popolari»

AMMINISTRATIVE 2016 | L’impegno di Paolini: «Pari dignità agli abitanti dei quartieri popolari»

Dopo il 2011, Enzo Paolini scommette di nuovo sul suo programma e sulla voglia di riscatto di una città che secondo l’avvocato cosentino deve far rivivere i quartieri popolari e il centro storico. Quella in corso, però, potrebbe essere la sua ultima campagna elettorale per le comunali.

E’ stata una campagna elettorale lunga e ricca di veleni. A due giorni dal voto pensa di aver fatto il massimo per convincere i cosentini a votare per Lei?

«Ho fatto quanto potevo per convincere i cosentini prima di tutto ad andare a votare e poi a scegliere il nostro progetto di governo e una delle sei liste che abbiamo approntato per questa competizione elettorale».

 Passiamo alla Sanità: con lei cosa cambierebbe?

 «Dovremo mettere subito mano all’ospedale civile dell’Annunziata, incapace al momento di rendere un’assistenza sanitaria degna di un Paese civile. Per questo il nostro primo impegno sarà quello di fare in modo che il nuovo ospedale di Cosenza si realizzi al più presto nel luogo stabilito dal Consiglio Comunale. Ma per migliorare l’offerta sanitaria, un sindaco può fare molte altre cose: può rafforzare la rete d’assistenza territoriale, può realizzare un Centro unico per le prenotazioni (Cup) che raccolga le prenotazioni per i prelievi e le visite specialistiche di tutte le strutture pubbliche e compila un registro unico. Poi potrebbe istituire i Poliambulatori di quartiere e attrezzare strutture specifiche per l’assistenza ai malati psichici che hanno superato la fase critica dell’ospedalizzazione».

katya-gentile-paoliniIl Pronto soccorso è al collasso e i medici di base sono in rivolta. Cosa deve fare un sindaco per garantire che i cittadini siano curati nel modo giusto?

«Tre cose: favorire per quanto possibile la deospedalizzazione attraverso l’attivazione di tutti quei servizi di medicina territoriale che facilitano la decongestione del Pronto soccorso; sbrigare celermente le pratiche di competenza del Comune relativamente alla costruzione di un nuovo ospedale adeguato ad affrontare le sfide del futuro; vigilare sulla Regione affinché rispetti gli impegni presi e restituisca ai cosentini un’assistenza dignitosa».

 Legalità e trasparenza sono due principi a cui qualsiasi cittadino che si candida a guidare un Ente dovrebbe far riferimento. E’ davvero necessario firmare un patto per mettersi al riparo da eventuali azioni illegali?

«Per non commettere azioni illegali e agire con disciplina e in piena trasparenza non occorre firmare patti o codici etici, basta rispettare le leggi vigenti e non violare le norme del codice penale».

Stadio “San Vito-Marulla”, reputa necessario un ammodernamento o un nuovo impianto?

«Io amo molto lo sport ma in questo particolare momento storico non credo possiamo prenderci il lusso di spendere risorse per costruire un nuovo impianto sportivo fintantoché non avremo risolto i problemi degli alloggi popolari che cadono a pezzi, i crolli nel centro storico, l’interruzione nell’erogazione dell’acqua e le tantissime altre emergenze che ancora cingono d’assedio la vita di troppi cosentini. Un ammodernamento dello Stadio “San Vito-Marulla” per adesso può andare bene».

Rende e Cosenza: area urbana sì o no?

«Sono da sempre un convinto sostenitore della necessità di una unica grande area urbana che coinvolga i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero poiché ritengo che una eccessiva polverizzazione della trama urbanistica di questo territorio impedisce lo sviluppo di servizi innovativi e di qualità e di nuove attività economiche».

Piazza Bilotti dovrà essere completata e già si paventano nuovi lavori nella zona. Non ritiene che si corra il rischio di penalizzare di nuovo le attività commerciali?

«Sì e sarebbe una catastrofe proprio per quelle attività commerciali che hanno subito ingentissime perdite economiche a causa dei lavori per il cantiere della nuova piazza Bilotti che hanno desertificato l’area per anni impedendo fisicamente l’afflusso di persone. Invece di pensare a nuovi lavori si sarebbero dovuti privilegiare gli interessi degli esercenti della zona, affiancando a vantaggi fiscali, azioni di valorizzazione e promozione dell’area». paolini bandiera

Cosa farà la sua Giunta per la cultura, lo spettacolo e i giovani?

«La cultura è la base sulla quale intendiamo fondare la nostra azione amministrativa, concentrando i nostri sforzi sulle nuove generazioni con azioni mirate e diffuse nelle scuole tenendo conto dei nuovi linguaggi e utilizzando tutte le nuove tecnologie. Lavoreremo nelle periferie con la costruzione di biblioteche di quartiere, luoghi di scambio e di incontro per giovani e anziani dove favorire e stimolare socialità e uso costruttivo del tempo. Sosterremo e valorizzeremo il lavoro dei numerosi artisti cosentini che diventeranno gli ambasciatori dell’immagine della città in Italia e nel mondo».

Gli abitanti del centro storico e dei quartieri popolari chiedono che il Comune trovi le soluzioni ai loro problemi. Indichi una cosa che farà appena insediatosi per rispondere a queste esigenze.

«Farò ciò che è necessario per ridare dignità agli abitanti delle case popolari di proprietà del Comune che oggi vivono in condizioni disumane nella totale indifferenza degli uffici preposti che non riescono a garantire neanche gli interventi minimi essenziali per garantire sicurezza e vivibilità agli abitanti di questi alloggi».

Se non fosse candidato a sindaco, chi voterebbe?

«Nessuno dei miei attuali avversari».

Se dovesse andare al ballottaggio, con quale candidato a sindaco intenderebbe aprire un dialogo?

«Avvierei un dialogo con chi accettasse di sottoscrivere impegni vincolanti sulla base di un programma di governo della città chiaro e definito in cui un ruolo chiave è giocato dal rigoroso rispetto della legalità, della trasparenza e del rispetto delle istituzioni».

Qualsiasi sia il risultato, quella odierna sarà la sua ultima campagna elettorale quale candidato a sindaco di una coalizione?

«Credo proprio di sì».

(a. a.)

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