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“CINQUE LUSTRI” | «Lo sconforto di Barbieri alla notizia della cattura del boss Antonio Pelle»

“CINQUE LUSTRI” | «Lo sconforto di Barbieri alla notizia della cattura del boss Antonio Pelle»

Il 4 settembre del 2016 l’imprenditore durante un viaggio in macchina con la sua famiglia, apprende che il boss Antonio Pelle, esponente della cosca Vottari-Giorgi di San Luca è stato arrestato. «L’hanno beccato…ma porca troia…”» esclama Giorgio Barbieri alla lettura della notizia da parte di sua moglie.

Balza agli occhi che un imprenditore come Giorgio Ottavio Barbieri possa rammaricarsi per la cattura di un boss della ‘ndrangheta reggina. E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta “Cinque lustri”, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dal Nucleo di Polizia tributaria del Comando Provinciale di Cosenza. Le indagini riguardano il gruppo imprenditoriale “Barbieri” e le sue ramificazioni nel settore degli appalti fino nel Reggino. E proprio in questo territorio fino a pochi mesi il boss Antonio Pelle si nascondeva al fine di non essere catturato dalla Dda di Reggio Calabria.

I finanzieri cosentini, invece, registrano che durante un viaggio a Roma insieme alla sua famiglia, Giorgio Barbieri chieda alla moglie di leggergli una notizia vista sul cellulare: l’arresto del latitante, elemento di spicco della cosca Vottari-Giorgi di San Luca. E’ il 4 settembre del 2016, quindi, pochi mesi fa.

Gli investigatori in tal senso evidenziano che «alla notizia datagli dalla moglie, Barbieri si lasciava sfuggire un’esclamazione di profondo dispiacere (“l’hanno beccato…ma porca troia…”) e nella successiva lettura era lui stesso a puntualizzare che il boss in questione era di San Luca e non di Benestare, come invece affermato nell’articolo stampa.  Alla fine della lettura la moglie chiedeva se l’arrestato fosse l’”amico di coso??”, riferendosi molto probabilmente a Giorgio Morabito. Barbieri la zittiva immediatamente, anche in maniera brusca, per evitare che la donna si lasciasse sfuggire qualche altro commento, e anzi affermava in maniera categorica che “nessuno è amico di nessuno…”». Barbieri, secondo quanto analizzano i finanzieri, era informato su alcuni rapporti criminali tanto da sostenere che Pelle «non aveva nulla a che vedere con Cetraro e si affrettava a cambiare immediatamente discorso», rispondendo a una domanda della moglie circa la possibilità che l’ex latitante conoscesse esponenti del clan “Muto”. (a. a.)

 

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