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Appalti truccati a Corigliano, il Riesame annulla: l’ingegnere Vercillo torna in libertà

Appalti truccati a Corigliano, il Riesame annulla: l’ingegnere Vercillo torna in libertà

Il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Castrovillari, Luca Colitta, nei confronti dell’Ing. Franco Vercillo, nell’ambito dell’operazione denominata “Accordo in Comune”.

Vercillo ed i suoi difensori, gli avvocati Enzo Belvedere del foro di Cosenza ed Emilio Franzese del foro di Castrovillari hanno dimostrato, con un’articolata memoria di ben 50 pagine, corredata di 66 allegati, la completa erroneità della lettura di fatti amministrativi, in relazione a gare di appalto del Comune di Corigliano, che ne avevano dato il pubblico ministero, prima ed il G.I.P., poi.

Si contestava un’ipotesi di falsità ideologica, per aver attestato l’ingegnere Vercillo di aver una ditta subappaltatrice la categoria corrispondente a quella richiesta per quel settore di lavori, ignorando, l’ordinanza gravata, che la “corrispondenza” fosse ricompresa in una Deliberazione dell’ANAC N. 165, all’Adunanza dell’11/6/2003.

Si contestavano, ancora, ipotesi di turbata libertà degli incanti, quando l’ingegnere Vercillo ha dimostrato, con documentazione evidente, la patente ineccepibilità della sua condotta, in tutto il circondario da sempre riconosciuta.

«L’amarezza di una indagine che si conclude con inopinata misura cautelare nei confronti di illustre professionista, sta nel fatto che non sia stata allo stesso previamente consentita una agevole difesa dalla cultura, molto distorta, del sospetto. Le misure cautelari devono essere utilizzate cum grano salis, soprattutto mai avendo presente solo la voce d’accusa, ma, laicamente e non fideisticamente, dando la possibilità di una difesa al cittadino, prima che quello per bene subisca l’ingiusta onta. Comunque, un Tribunale, finalmente terzo, ha saputo valutare la condotta integerrima e cristallina di una persona che ha fatto di tali qualità ragione di vita» scrivono in una nota gli avvocati Belvedere e Franzese.

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