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Cosa serve per un reparto di Malattie Infettive (prima e durante il Covid-19)

I pazienti di Malattie Infettive devono essere curati in stanze a pressione negativa. Lo prevedono le norme vigenti. Nell'ospedale di Cosenza ci sono otto reparti dotati dei requisiti minimi. A Paola e Cetraro neanche uno.

L’Italia riscopre i reparti di Malattie Infettive. Sono unità operative che necessitano di dotazioni particolari, proprio per la complessità delle patologie. Il nostro obiettivo, prima di tirare le dovute conclusioni, è quello di spiegare cosa serve per creare un reparto di Malattie Infettive. Questo dato ci viene fornito dal Dipartimento “Tutela della Salute Pubblica e Politiche sanitarie” della Regione Calabria.

Premessa: chi viene ricoverato in “Malattie Infettive”?

Nel testo si legge che «Le U.O. di Malattie Infettive erogano prestazioni diagnostiche e terapeutiche complesse a pazienti con patologie infettive, diffusive e non, a carico di vari organi ed apparati. La specialità si avvale della collaborazione di discipline mediche e chirurgiche e si caratterizza per la specifica competenza nella diagnosi e nella terapia di patologie ad eziologia microbica».

«Nell’ambito dell’U.O. di Malattie Infettive – scrive il Dipartimento “Tutela della Salute Pubblica e Politiche sanitarie – si presta particolare attenzione alle modalità di diffusione di malattie che possono interessare ogni organo od apparato; garantendo il corretto isolamento dei Pazienti, ove necessario, e collaborando alla definizione/gestione di programmi aziendali per il controllo delle infezioni ospedaliere e di politica per il corretto utilizzo ospedaliero degli antibiotici. E’ di pertinenza della specialità la gestione dell’emergenza-urgenza infettivologica, la presa in carico del paziente con patologia infettiva cronica, la gestione dell’ospedalizzazione a domicilio».

Malattie Infettive, reparto clinico di degenza

Oltre ai requisiti generali e specifici previsti dalla normativa vigente, devono essere previsti i seguenti requisiti.

A) REQUISITI STRUTTURALI E TECNOLOCICI

  • Camere di degenza: con spazio per tavolo per pasti, poltroncina e movimentazione della barella. Almeno il 50% camere a 1 p.l.
  • Impianto di climatizzazione: per camera di degenza 6 ricambi d’aria/ora (area esterna senza ricircolo) o filtrazione dell’aria con filtri HEPA;
  • Camera con sistema di ventilazione che consenta di determinare una pressione positiva o negativa (switch) in relazione alla tipologia del paziente: almeno 2;
  • Zona filtro per stanza di degenza dotata di lavabo: caratteristiche del lavabo: il rubinetto deve essere attivato a pedale, a fotocellula, a leva Attrezzato con dispensatore di sapone e/o detergente antisettico e con salviette monouso;
  • Servizi igienici: uno per stanza ad accesso diretto, con campanello chiamata; almeno il 20% attrezzati per disabili completi di lavabo, bidet “a doccia”, w.c. e doccia;
  • Locale per bagno assistito
  • Vuota con lavapadelle: con cicli di disinfezione ad alto livello, auspicabile tritapadelle per presidi monouso
  • I rivestimenti dei pavimenti e delle pareti, a tutt’altezza, debbono essere disinfettabili ed impermeabili agli agenti contaminanti e raccordati tra di loro; la pavimentazione deve essere lavabile e resistente agli agenti chimici e fisici;
  • Per ogni camere di degenza: letto mobile ed articolato tavolo; soggiorno-pranzo; 1 sedia con braccioli per p.l. armadio per effetti personali bilancia: auspicabile un apparecchio telefonico e televisione per stanza di degenza;
  • Testa-letto con: luce, attacchi per O2, vuoto e aria compressa 3-4 prese di corrente campanello chiamata
  • Per il reparto: pompe di infusione; sistemi per la ventilazione assistita non invasiva; sollevatore malati; apparecchio radiologico portatile; ecografo portatile; saturimetro aspiratore elettrocardiografo elettroencefalografo;

B) REQUISITI ORGANIZZATIVI PER U.O. AUTONOMA

  • Personale infermieristico: a garanzia della sicurezza del paziente devono essere presenti almeno 2 I.P. h. 24 7 giorni/7, comunque tenendo conto del numero dei posti letto e delle eventuali contiguità con altre degenze.
  • Personale medico: presenza minima diurna (8 – 20 – 1 medico per la degenza); presenza minima notturna e festiva (1 medico di guardia anche in ambito Dipartimentale. Disponibilità di un medico infettivologo reperibile).

C) REQUISITI ORGANIZZATIVI

  • Personale: deve essere presente 1 medico per tutto il tempo di apertura del D.H. anche eventualmente in comune con l’ambulatorio. Il personale infermieristico deve essere organizzato o come équipe autonoma o in comune con altre U.O. o la degenza.
  • Percorsi pulito/sporco funzionalmente separati

Ambulatorio di malattie infettive

Si collocano in ambiente ospedaliero o extraospedaliero. Oltre ai requisiti generali e specifici previsti dalla normativa vigente, devono essere previsti i seguenti requisiti.

A) REQUISITI STRUTTURALI

  • Collocato preferibilmente al piano terra. Dove è presente una Struttura di Malattie Infettive si rendono necessari almeno due Ambulatori.

B) REQUISITI TECNOLOGICI

  • Elettrocardiografo disponibile (anche in comune con altri Ambulatori o con il Day Hospital).

C) REQUISITI ORGANIZZATIVI

  • Durante l’orario di apertura dell’Ambulatorio deve essere sempre disponibile un Medico nella Struttura/U.O. Analogamente deve essere sempre disponibile un Infermiere.

Acquisizione servizi

  • Laboratorio di analisi chimico-cliniche
  • Laboratorio di Microbiologia
  • Radiologia convenzionale
  • TAC e Risonanza Magnetica Nucleare
  • Anestesia e Rianimazione
  • Dermatologia
  • Endoscopia digestiva
  • Neurologia
  • Oculistica
  • Pneumologia

Clinical competence e formazione

Infermieri: le competenze che devono caratterizzare un infermiere che lavori in un’U.O. di Malattie Infettive e che devono essere acquisite e mantenute attraverso l’ECM, sono:

  • conoscenze relative ai meccanismi di diffusione delle malattie, alle raccomandazioni per la prevenzione e controllo delle infezioni, alle linee guida per le precauzioni per l’isolamento in ospedale, e allo smaltimento dei rifiuti.
  • conoscenze specifiche sulle principali patologie (AIDS e patologie correlate, Epatiti virali, Tubercolosi, Polmoniti, Meningiti, ecc.).
  • competenze relative alla corretta somministrazione (tempi, vie, dosaggio, effetti collaterali, ecc.) di antibiotici, antivirali, antiblastici.
  • conoscenze di tipo intensivologico
  • capacità educativa nei confronti del paziente e della famiglia.

La situazione negli ospedali della provincia di Cosenza

Finora abbiamo illustrato nel dettaglio tutto ciò che serve per aprire e far funzionare nel migliore dei modi un reparto di “Malattie Infettive”. L’unico presidio ospedaliero che possiede questi requisiti è l’Annunziata di Cosenza, dove il reparto di Malattie Infettive si trova in una palazzina distante dalla storica struttura ospedaliera. Sia Malattie Infettive ed Ematologia (in attesa del trasferimento totale ad altra struttura, come ordinato dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto), hanno tutto ciò che è necessario.

La stanza a pressione negativa è fondamentale per curare bene i pazienti infetti. In parole povere, parliamo del ricircolo dell’aria. Nei filtri finisce il virus e dall’esterno viene mandata aria pulita. Perché è importante avere questa stanza? Per evitare che il personale sanitario rischi di contrarre l’infezione. In mancanza di questo, neanche una mascherina Ffp2 o Ffp3 garantisce al 100% i medici e gli infermieri.

All’ospedale hub di Cosenza i reparti dotati delle stanze a pressione negativa sono: UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica), Rianimazione, Malattie Infettive, Ematologia, Geriatria, Gastroenterologia, Medicina d’urgenza e Cardiologia. Negli ospedali indicati dall’Asp di Cosenza, quali presidi Covid-19, vale a dire Paola e Cetraro, le stanze a pressione negativa non ci sono. Per ricostruirle servono almeno 30 giorni, senza parlare dei ventilatori respiratori. I tempi di attesa sono tra i 35-45 giorni.

Perché non far diventare l’Annunziata presidio Covid-19?

E’ difficile comprendere la decisione del commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli di inviare i pazienti infetti negli ospedali periferici, dopo che l’idea Castrovillari si è dimostrata non valida. L’unica soluzione logica (e percorribile) è quella di sgomberare i reparti dotati dei requisiti previsti per i reparti di Malattie Infettive, ovvero le stanze a pressione negativa, spostando i pazienti non affetti dal coronavirus nei reparti presenti su tutto il territorio della provincia di Cosenza. Non seguire questa strada, la più facile da mettere in pratica, potrebbe creare disservizi nella gestione dell’emergenza sanitaria.

I dubbi della virologa Ilaria Capua

Il concetto della necessità di avere gli strumenti giusti per il ricircolo dell’aria nelle stanze dei pazienti Covid-19, è stato sollevato anche dalla virologa Ilaria Capua. La scienziata italiana ne ha parlato martedì scorso durante il programma d’attualità condotto da Giovanni Floris su La7.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/18/coronavirus-capua-morti-in-lombardia-vanno-valutati-altri-fattori-come-impianti-di-aerazione-ospedali-vaccino-spero-non-serva/5740848/?utm_medium=Social&utm_source=Facebook#Echobox=1584542523

Conclusioni

La Governatrice Jole Santelli e il Dipartimento della Salute della Regione Calabria sono a conoscenza di queste difficoltà strutturali in provincia di Cosenza? La soluzione è l’ospedale “Annunziata”. Prima che l’emergenza coronavirus diventi ancora più drammatica.

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Antonio Alizzi

Giornalista professionista dal 13 giugno del 2012. Dal 2002 al 2006 ho lavorato con "La Provincia Cosentina", curando le pagine del calcio dilettantistico. Nel 2006 passo al quotidiano regionale "Calabria Ora", successivamente "L'Ora della Calabria", in servizio presso la redazione sportiva. Mi sono occupato del Cosenza calcio e delle notizie di calciomercato. Nel 2014, inizio l'avventura professionale con il quotidiano nazionale "Cronache del Garantista", scrivendo di cronaca giudiziaria. Ora collaboro con Cosenza Channel e due riviste nazionali.

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