venerdì,Dicembre 2 2022

Palamara presenta un esposto contro il calabrese Fulvio Gigliotti

Palamara contesta al consigliere laico del Csm, Fulvio Gigliotti, la mancata astensione dal procedimento disciplinare che lo ha riguardato.

Palamara presenta un esposto contro il calabrese Fulvio Gigliotti

«Pregiudizio palese» emerso anche in sede di ammissione delle prove a discarico. Lo scrive l’ex pm della procura di Roma, nonché già componente del Csm, Luca Palamara, oggi radiato dalla magistratura, dopo l’inchiesta della procura di Perugia, che ha rivelato il “sistema delle nomine” all’interno del Consiglio Superiore della Magistratura.

Palamara, nei giorni scorsi, ha presentato un esposto alla procura di Perugia contro l’ex consigliere togato, Piercamillo Davigo e l’attuale membro laico del “Parlamento delle Toghe”, Fulvio Gigliotti, in passato componente del Consiglio Giudiziario di Catanzaro, e deputato del Movimento Cinque Stelle. Nella denuncia si contesta la violazione dolosa e preordinata dell’obbligo di astensione nel procedimento a suo carico, tanto per capirci quello dinnanzi alla sezione disciplinare del Csm, e l’induzione in errore degli altri componenti della commissione disciplinare.

Cosa contesta Palamara a Davigo e Gigliotti

Nella vicenda in esame, vengono citati anche l’ex procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone e il procuratore aggiunto, Paolo Ielo che, secondo quanto riportato nell’esposto, avrebbero sottratto il fascicolo d’indagine al pm Stefano Fava, quando quest’ultimo decise di arrestare per bancarotta l’avvocato Piero Amara, all’epoca consulente legale esterno dell’Eni. Secondo le tesi dell’epoca, infatti, Pignatone e Ielo si sarebbero dovuti astenere in quanto Amara avrebbe intrattenuto dei rapporti con i fratelli dei due magistrati. Davigo davanti al gup del tribunale di Perugia negò di aver parlato di questa cosa con Fava, ma Sebastiano Ardita, un tempo amico dell’ex pm di “Mani Pulite”, disse di aver partecipato a un pranzo con l’ex compagno di corrente e Fava, nel quale si parlò delle tensioni che riguardavano la procura di Roma.

Le "cantate" di Amara rischiano di far saltare il "sistema": i verbali
Piero Amara

Le parole di Davigo, inoltre, sarebbero state smentite dalla vicenda relativa a Paolo Storari, attualmente sotto processo cautelare dinanzi alla prima commissione del Csm, che ne ha chiesto il trasferimento dalla procura di Milano per incompatibilità ambientale e funzionale, dopo la “guerra” con l’attuale procuratore capo, Francesco Greco, a sua volta, indagato per omissione d’atti d’ufficio dalla procura di Brescia per il mancato avvio dell’indagine sulla cosiddetta “Loggia Ungheria”, a seguito delle dichiarazioni rese dall’avvocato Piero Amara, finito in carcere (e poi scarcerato) nel mese di giugno, dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Potenza.

Gigliotti astenuto dal giudizio su Storari

I verbali in formato word arrivarono nelle mani di Davigo, consegnati da Storari, che in un’intervista al Corriere della Sera, tirò in mezzo anche il calabrese Fulvio Gigliotti. «A Gigliotti, laico indicato dai 5 Stelle, lo dissi e gli mostrai i verbali – disse l’ex pm di “Mani Pulite, Piercamillo Davigo – perché si trovava a presiedere la sezione disciplinare del Csm e li stavano due dei magistrati additati da Amara».

Piercamillo Davigo

Questa circostanza, secondo Palamara, avrebbe dovuto causare lo stesso provvedimento assunto dallo stesso Gigliotti per il caso Storari, ovvero di astenersi insieme ad altri cinque componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Per Palamara, dunque, Gigliotti sarebbe responsabile di una «preordinata violazione dell’obbligo di astensione» nell’ambito del procedimento disciplinare che lo ha riguardato in prima persona. C’è chi giura, però, che Luca Palamara non si fermerà qui ed è pronto a tirare fuori altre carte scottanti.

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