sabato,Maggio 28 2022

Morte Tarasi, la procura di Cosenza: «Inascoltate le denunce degli utenti»

Ecco cosa contestano i magistrati ai sette indagati coinvolti nel decesso del giovane cosentino, Giampiero Tarasi, morto nel marzo del 2021 nel quartiere Portapiana

Morte Tarasi, la procura di Cosenza: «Inascoltate le denunce degli utenti»

Nelle scorse ore i carabinieri di Cosenza centro hanno notificato ai cinque dirigenti comunali e ai due imprenditori, coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Giampiero Tarasi, l’avviso di conclusioni delle indagini preliminari. Ora le persone “attenzionate” dalla procura di Cosenza avranno 20 giorni di tempo per richiedere l’interrogatorio o presentare una memoria difensiva. Poi toccherà al pm Battini valutare le dichiarazioni o gli elementi a discarico degli indagati. Da ricordare, ovviamente, che trattandosi di un procedimento ancora da definire, tutti gli indagati sono da considerare presunti innocenti.

Leggi anche ⬇️

Morte di Giampiero Tarasi, cosa sostiene la procura di Cosenza

Secondo quanto ricostruito dall’ufficio di procura, coordinato dal procuratore capo, Mario Spagnuolo, Antonella Rino, «dopo aver ordinato la chiusura del tratto stradale per l’esecuzione dei lavori di somma urgenza a seguito della caduta di massi di grosso diametro sulla strada Sp/241 – via D. Morelli, ed avere demandato al corpo di Polizia municipale di sorvegliare e supervisionare sulle misure disposte e di verificare la predisposizione della segnaletica di cantiera, ometteva, inoltre, di esercitare il potere di controllo sull’esecuzione dei lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza del tratto di strada interessato dalla caduta dei massi da parte della ditta affidataria “Edil Perri s. n. c. di Perri Robertino e Pasquale”», nel quartiere Portapiana.

Mentre, nel caso di Giuseppe Bruno, ex comandante della polizia municipale di Cosenza, la procura contesta il fatto che avrebbe omesso di disporre «tutti gli accorgimenti per la corretta segnalazione dello sbarramento in discorso e per garantire la sicurezza stradale e, successivamente, nella qualità di dirigente del settore II, ometteva di disporre la manutenzione del manto stradale e dell’impianto di pubblica illuminazione sul tratto stradale di interessa ed ometteva, altresì, di verificare la predisposizione della segnaletica di cantiere».

Inascoltate le segnalazioni degli utenti della strada

Secondo l’accusa, invece, Ettore Tucci non avrebbe previsto l’apposita segnaletica temporanea di cantiera di avviso e di pericolo per gli utenti della strada. Agostino Rosselli e Alessia Loise rispondono della presunta omissione «di verificare la corretta predisposizione della segnaletica di cantiera, e quindi, di rimediare apponendo tutte le misure di sicurezza per la circolazione necessarie nel caso specifico, nonostante le segnalazioni pervenute dagli utenti della strada aventi ad oggetto il cattivo stato di manutenzione e/o l’inadeguata indicazione delle barriere orizzontali». Infine, le contestazioni agli imprenditori Perri riguardano il fatto di aver agito in maniera difforme dalle norme «omettendo di installare idonee barriere orizzontali ed adeguata segnaletica del cantiere stradale».

Tutte queste circostanze, secondo la procura di Cosenza, avrebbero provocato il decesso di Giampiero Tarasi, il quale, alla guida del motociclo Ducati Monster, mentre percorreva corso Vittorio Emanuele II, in direzione via Donato Morelli, dopo aver affrontato una curva sinistrorsa a visuale impedita, non si accorgeva in tempo dell’interruzione del tratto stradale. Giampiero Tarasi, rimasto schiacciato tra il motociclo e i blocchi di cemento, ha riportato lesioni gravissime che ne hanno causato l’immediato decesso.

Articoli correlati