martedì,Luglio 5 2022

Pd e Comune di Cosenza, Giuseppe Mazzuca traccia la rotta sui grandi temi

Intervista al presidente del Consiglio di Palazzo dei Bruzi. Dal nuovo ospedale alla città unica, passando per il futuro del Partito Democratico: «La fine del commissariamento è l'inizio di un nuovo capitolo...».

Pd e Comune di Cosenza, Giuseppe Mazzuca traccia la rotta sui grandi temi

Giuseppe Mazzuca detta i ritmi dell’agenda di Palazzo dei Bruzi. Da Presidente del Consiglio comunale traccia un primo bilancio a «quasi 60 giorni effettivi dal vero insediamento», ma spazia anche nel campo politico. È componente dell’assemblea nazionale del Partito Democratico, nonché uno dei punti di riferimento del PD di Cosenza. E’ stato lui, giovedì scorso, a consegnare le firme a sostegno delle candidature di Vittorio Pecoraro e Rosi Caligiuri, dando così il via alla fase congressuale in provincia e in città.

Nella sua intervista a Cosenza Channel rilancia l’idea del sito più idoneo alla costruzione del nuovo ospedale a Cosenza. «L’area da noi individuata è Vaglio Lise», taglia corto. Poi ribadisce la necessità che siano i territori ad esprimere i rappresentanti nei circoli e parla di «indicazioni che talvolta si tramutavano in imposizioni», riferendosi ad alcuni input capitolini.

Presidente, dunque, il Pd rinasce. O, come sottolinea il nuovo segretario regionale Nicola Irto, si “rigenera”. E partiamo allora dalla bella notizia: la fine del commissariamento. Perché, questa, è davvero una bella notizia?
«Sì. Lo è. Finalmente ripartiamo con un segretario, a breve avremo anche quelli provinciali. Riportiamo nelle sedi giuste, nelle assemblee e nelle segreterie, le eventuali decisioni che spettano ai calabresi e ai singoli componenti del Pd». 

Il tema delle correnti. Irto dice: facciamole esplodere, pur nella diversità di vedute. Lei che ne pensa?
«Ci sono appartenenze a gruppi che la vedono con sfumature diverse. Ma non è nulla di differente rispetto a ciò che accade a livello nazionale. Per me il punto cardine è ripartire con la legittimazione dei calabresi. C’è stata una larga convergenza sul nome di Irto, ma un uomo solo al comando è chiaro che non va da nessuna parte. Sarà suo compito creare una segreteria, una direzione e gli organi ufficiali che lo coadiuveranno. C’era stata l’altra candidatura di Franchino, che è una persona rispettabilissima, ma è venuta meno per le questioni che tutti sanno».

Su base provinciale, adesso, si rischia di riproporre lo schema delle contrapposizioni tra varie anime del partito. Lei, dopo la candidatura di Pecoraro e Caligiuri, ha sottolineato: ben venga il rinvio dei congressi provinciali purché venga caratterizzato dal confronto aperto e leale. Ma come legge questa mossa – l’ultimo atto – di Graziano?
«Non si è trattato di una mossa. È stata, da parte di Graziano, una presa d’atto di un errore. Avevamo suggerito che la gestione dei congressi provinciali fosse gestita da Irto o da chi per lui, considerato che dovranno supportare la sua azione politica. Ci sembrava una forzatura, pertanto, e mi dispiace che la decisione del rinvio sia arrivata all’ultimo minuto. Per quanto ci riguarda non è un problema: ci dà la possibilità di confrontarci e spiegare meglio le nostre ragioni».

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Andiamo al tema degli input romani che hanno caratterizzato, sino ad oggi, la vita del partito. Ma quand’è che sarà la base a guidare realmente le posizioni del Pd e non viceversa?
«Questa fase è già iniziata con l’elezione di Irto. Il partito si confronterà con Roma, ma non sarà suddito della Capitale. Quando c’è un commissariamento, molte volte le indicazioni diventano imposizioni. Se non si ha il polso del territorio, specialmente quando si proviene da fuori regione, non si raggiungono i risultati auspicati». 

Andiamo nel dettaglio…
«Negli ultimi due anni sono maturate sonore sconfitte, con distacchi pesanti figli di scelte probabilmente imposte che non hanno avuto poi gli esiti sperati. A tal proposto vorrei fornire un dato, per me caratterizzante».

Prego.
«Per la prima volta nella storia del regionalismo in Calabria la lista di un candidato presidente non ha raggiunto il quorum e non ha espresso alcun rappresentate nel Consiglio. Questo fa capire che ci sia stato un errore nella costruzione e nell’individuare il candidato presidente. Nulla contro Amalia Bruni, ma il cambio in corsa è stato il sigillo di una sconfitta preannunciata».

L’ultimo tesseramento ha visto concentrare le adesioni nei comuni popolosi, altrove numeri molto bassi. Che interpretazione dà?
«Senza le segreterie e senza i rappresentanti dei territori, ci sono state problematiche. In periodo di commissariamento si garantisce meno partecipazione democratica senza figure di riferimento. Per il tesseramento 2022 sarà differente. Oggi ci siamo fermati a 3200 iscritti certificati in provincia di Cosenza, l’obiettivo è far crescere il dato».

Possono esserci ripercussioni congressuali sulla Giunta Caruso?
«Escludo categoricamente che ci siano stravolgimenti. La Giunta è prerogativa del sindaco e noi del Partito Democratico riponiamo grande fiducia in lui. Sicuramente un partito con organismi costituiti darà a Caruso più forza e contributi».

Veniamo a Palazzo dei Bruzi. Le difficoltà di bilancio non danno grande spazio di manovra all’amministrazione. Eppure la città ha bisogno di rimettersi in moto. Come se ne esce?
«Abbiamo ereditato una situazione drammatica, ma non possiamo continuare a piangere su quanto trovato. Ci siamo insediati il 22 novembre e in 60 giorni ritengo che si siano raggiunti dei risultati importanti, in primis approvando un bilancio che si riteneva impossibile da approvare. Non tanto per i numeri devastanti, ma perché abbiamo dovuto ricostruirli. L’assessore Giordano è stato decisivo. Adesso stiamo programmando la nostra azione di governo. Abbiamo una proficua interlocuzione con Ecologia Oggi per la pulizia straordinaria e interveniamo con costanza sulla vetusta rete idrica cercando di ridurre al minimo la carenza d’acqua in ogni zona della città».

Mazzuca, quali saranno le prossime mosse?
«Oggi in Giunta verrà approvata la delibera sulla riapertura di Via Roma. Su delega del sindaco abbiamo avviato con il Ministero la progettazione per i Fondi Gol, che sono degli aiuti indirizzati alle categorie più fragili. Inoltre, sicuramente nei primi mesi del 2022, sarà realizzata una variante al Piano Regolatore per identificare l’area dove far sorgere il nuovo ospedale».

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Resta fermo su Vaglio Lise?
«Sì, per noi è Vaglio Lise il luogo idoneo, ma servono dei passaggi preliminari. A Cosenza vige ancora il Psc di Giacomo Mancini, perché quello abbozzato da Mario Occhiuto è stato bocciato dalla Regione. Questa, fermo restando che la riapertura del Mariano Santo, è una di quelle notizie di cui gioire: decongestiona l’Annunziata e sposta dal centro Covid più importante della provincia il reparto di Oncologia».

L’opposizione taccia l’amministrazione Caruso di inesperienza. Lei deve assumere un ruolo super partes, ovviamente. Ma è espressione di questa maggioranza. Che ne pensa?
«Abbiamo rinnovato per l’80% le presenze a Palazzo dei Bruzi. Se peccare di esperienza significa non aver candidato soggetti che gravitano intorno al Comune da 20-25 anni, è un’accusa che ricevo volentieri a nome dei consiglieri. Tutto ciò anche alla luce dei risultati passati…».

Operazione verità è stato il leit motive della campagna elettorale. La domanda da un milione di dollari è: si terrà o meno questa famosa conferenza?
«E’ una locuzione che spesso viene strumentalizzata. L’operazione verità annunciata in campagna elettorale, che forse ci ha fatto vincere le elezioni, dovrebbe essere una prassi per tutte le amministrazioni. Mi spiego meglio. Qualora si dovessero riscontrare anomalie, è obbligo dell’amministrazione stessa denunciarle agli organi competenti. Noi, nel caso, ci rivolgeremo alla Corte dei Conti. Se poi ci fossero altre responsabilità, il sindaco, da buon avvocato penalista, le trasferirebbe ad autorità differenti. Ma non è detto che serva una conferenza stampa per discutere di tutto ciò che analizziamo. La prima operazione verità è stata fatta approvando un bilancio che non c’era. Il nostro bilancio preventivo, invece, sarà approvato entro il 30 marzo, così come il consuntivo a novembre». 

In campagna elettorale è intervenuto sulla questione PNRR. Condivide il recente appello del vice sindaco Funaro teso anche al dialogo con l’opposizione?
«La vedo diversamente. Adesso governiamo noi e cercheremo di fare ciò che non è stato fatto in passato. Un esempio per tutti: l’agenda urbana. Avevamo a disposizione 18 milioni di euro per progetti da realizzare a Cosenza, ma non ce n’è traccia. Ricapitolando: noi faremo il possibile e se la minoranza vorrà affiancarci, ben venga il loro aiuto. Appelli non ne lanciamo a nessuno, la linea dell’amministrazione è questa». 

Chiudiamo con la città unica. Il consigliere regionale Simona Loizzo ieri ha sollecitato delle intese per intercettare importanti finanziamenti. Mazzuca, è d’accordo?
«Io integrerei la sua proposta. Penso che non dovremmo limitarci a Cosenza e Rende, ma guardare anche a Mendicino e Castrolibero. Parlo di un ambito territoriale di quasi 130 mila abitanti. È un’utenza importante, il resto verrebbe da sé».