giovedì,Dicembre 1 2022

Inchiesta su Amantea, quattro condanne e otto assoluzioni: ecco la sentenza

Giudizio di primo grado emesso dal tribunale collegiale di Paola. Il sindaco Vincenzo Pellegrino, nell'ultima udienza aveva revocato la costituzione di parte civile contro Caruso e Bazzarelli

Inchiesta su Amantea, quattro condanne e otto assoluzioni: ecco la sentenza

Si è chiuso il processo di primo grado a Paola sul comune di Amantea, inchiesta condotta dalla procura di Paola, negli anni scorsi, avendo individuato profili di responsabilità penale in ordine a reati che sarebbero stati commessi anche contro la pubblica amministrazione.

Amantea, le condanne in primo grado

Il collegio giudicante, presieduto dal presidente Alfredo Cosenza, candidato per assumere l’incarico di presidente del Riesame di Catanzaro, ha condannato Angelino Romeo per una presunta estorsione a 3 anni e quattro mesi di carcere, mentre per quanto riguarda i fatti legati alla gestione amministrativa, ha ritenuto colpevoli Fabrizio Ruggiero (assolto poi per il capo E) e Gregorio Bruno, infliggendo una condanna a 9 mesi di reclusione e 900 euro di multa. Condannato anche l’altro imputato Pasquale Lo Cane, a nove mesi di carcere.

Amantea, chi sono gli imputati assolti

Assolti invece Emma Pati e Claudio Samà perché il fatto non sussiste, Pino Furfari per non aver commesso il fatto, Linda Morelli, Anna Concetta Trafficante e Nicola Raso perché il fatto non sussiste, stessa formula utilizzata per dichiarare innocenti per il capo F, Linda Morelli, Fabrizio Ruggiero, Emilio Caruso e Giacomo Bazzarelli. Dichiarata inoltre la falsità della convenzione di cui al capo G della rubrica imputativa, come contestata dall’ufficio inquirente diretto dal procuratore capo Pierpaolo Bruni.

Amantea, il Comune aveva revocato la costituzione di parte civile contro Caruso e Bazzarelli

Relativamente alle posizioni di Caruso e Bazzarelli (difesi dagli avvocati Pasquale Vaccaro ed Enzo Aprile), in qualità di dipendenti del Comune di Amantea, all’ultima udienza il sindaco Vincenzo Pellegrino, ha deciso di revocare la costituzione di parte civile, motivando la delibera con il fatto che «nel corso di questi anni», i due dipendenti, «hanno continuato a svolgere incarichi gestionali e di responsabilità procedimentali anche di particolare importanza».

I due imputati, infatti, erano accusati di aver affidato in modo irregolare la gestione dei parcheggi alla Multiservizi per la durata di quattro mesi, ma il dibattimento ha dimostrato la correttezza del loro operato. Nel collegio difensivo figurano anche gli avvocati Nicola Carratelli, Yvonne Posteraro e Giuseppe Bruno.

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