giovedì,Febbraio 2 2023

Ludoteche comunali di Cosenza, la Sinistra Cgil: «Si prosegue con la pessima gestione del passato»

Pino Assalone e Delio Di Blasi: «Cambiano gli esecutori, ma i registi sono sempre gli stessi e l’amministrazione Caruso sta operando con intollerabile arroganza e disprezzo per i diritti di lavoratori ed utenti»

Ludoteche comunali di Cosenza, la Sinistra Cgil: «Si prosegue con la pessima gestione del passato»

«La situazione in cui sono state trascinate le tre ludoteche comunali del centro storico, di Serra Spiga e via Popilia è grave, ma non è seria. La vicenda che in questi giorni investe le lavoratrici, i lavoratori e la cooperativa che per un quarto di secolo hanno gestito il servizio ripropone pessime pratiche di gestione che conosciamo bene e contro cui, in passato, ci siamo battuti strenuamente». A scriverlo sono Pino Assalone e Delio Di Blasi, rappresentanti di Democrazia e Lavoro – Sinistra Cgil.

«Sono le stesse pratiche della giunta Perugini-Ambrogio – proseguono – che hanno portato alla chiusura della Biblioteca dei Ragazzi e al drastico ridimensionamento di quella straordinaria esperienza educativa rappresentata dalla Città dei Ragazzi. Cambiano gli esecutori, ma i registi sono sempre gli stessi e l’amministrazione Caruso sta operando con intollerabile arroganza e disprezzo per i diritti di lavoratori ed utenti».

«Gli operatori e le operatrici di una storica cooperativa del territorio, insieme a migliaia di bambini e alle loro famiglie, in tutti questi anni hanno plasmato, costruito e fatto crescere un servizio educativo straordinario, indispensabile per la città e i suoi quartieri – affermano ancora Assalone e Di Blasi –. Esclusi una prima volta dall’appalto e riammessi dal Tar, lo scorso due novembre li si è voluti toccare nella carne viva, colpendo addirittura il cuore del loro impegno ultraventennale: la commissione di gara non ha ritenuto idonea l’offerta tecnica ed ha bocciato il progetto educativo proposto per provare a proseguire e far crescere ancora il servizio reso all’utenza». 

«Certo – continuano – il cielo è diverso ad ogni latitudine, ma si dà il caso che lo scorso 13 settembre veniva pubblicata la graduatoria relativa ad un bando Pnrr del Ministero per il Sud sulla povertà educativa, in cui l’Agenzia nazionale per la Coesione Territoriale valutava quell’impostazione progettuale idonea per accedere ad un finanziamento complessivo di 236.920,88 euro – che adesso si rischia di perdere ­– collocandola al decimo posto su 661 progetti valutati (sic!)».

«Infine – concludono i due sindacalisti –, riteniamo necessario ed urgente un chiarimento da parte della stazione appaltante  in merito ad una presunta anomalia relativa all’offerta economica che è stata evidenziata in sede di gara e relativa al fatto che, a fronte di un importo totale minimo dell’appalto pari a 182.206,52 euro, sia stata presentata un’offerta inferiore conseguente ad un ribasso su importi che il capitolato d’appalto definiva come non soggetti a ribasso, rischiando di incidere negativamente sul costo del lavoro, sulla sicurezza e, in ultima analisi, sulla stessa qualità del servizio. Fermatevi, non ripetete i tragici errori del passato e, magari, cambiate i suggeritori».

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