sabato,Maggio 25 2024

Cosenza, Cgil e Uil fianco a fianco: «Legge di Bilancio lacrime e sangue» | VIDEO

Il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato durante lo sciopero generale: «Il Paese reale racconta di 500mila giovani che lasciano la Calabria senza prospettive»

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Mobilitazione anche a Cosenza dove i settori del Lavoro pubblico di Cgil e Uil hanno dato appuntamento ai lavoratori nella centrale piazza XI Settembre. Lo sciopero generale indetto dai due sindacati, relativo anche ai Trasporti, alla Sanità, ai Servizi, al Commercio e alla Scuola, ha trovato un’importante adesione all’ombra della Sila. Davanti alla Prefettura, è stata espressa in maniera vibrante la contrarietà alla Legge di Bilancio del Governo definita lacrime e sangue.

Tra i manifestanti i precari che lavorano a Palazzo dei Bruzi per l’impiego dei Fondi di Coesione e del Pnrr (adesione del 100%, sei dipendenti su sei di cui tre in piazza) e il segretario regionale della Cgil Angelo Sposato. «Questi numeri sono la migliore risposta ai tentativi di polemica – ha detto -. I lavoratori chiedono di migliorare le loro condizioni di vita nei luoghi dove operano. Inoltre rivendicano salari adeguati».

«Il Lavoro pubblico e i Trasporti si sono fermati, lo sciopero è riuscito – ha aggiunto ancora Sposato -. Oggi in Italia si chiede Istruzione e si risponde cancellando l’autonomia delle scuole; auspichiamo investimenti sulla Sicurezza e non si concedono adeguamenti contrattuali, uomini e mezzi alle forze dell’ordine; parliamo di Salute e non si assumono medici; interroghiamo il Governo sul Lavoro e ci ritroviamo in Calabria mezzo milione di giovani che scappano. Questo è il paese reale, un paese dove dipendenti e pensionati non riescono più a tirare avanti».

Il segretario della Cgil Calabria si rivolge infine ai grandi assenti della Cisl. «Sindacato spaccato? Noi mobilitiamo i lavoratori per le cause giuste, siamo noi pertanto a dire a coloro che non sono qui con noi che sbagliano. Li invitiamo a tornare nell’alveo di quella che è la nostra missione: tutelare i lavoratori e garantire la crescita economica» ha chiuso Angelo Sposato.

Al presidio, come detto, ha partecipato anche il Comitato per la stabilizzazione dei tecnici al Sud per esprime il proprio rammarico rispetto all’atteggiamento del Governo nei confronti di 700 funzionari tecnici precari all’interno degli stessi Enti a cui il nuovo cosiddetto Decreto Sud fa riferimento. «Queste risorse – ha spiegato uno dei rappresentanti del Comitato – ormai da due anni lavorano con abnegazione, promuovendo proprio quel rafforzamento della capacità amministrativa in ambito di politiche di coesione che il Decreto Sud si propone di attuare mediante l’assunzione tempo indeterminato di nuove 2200 unità di personale da formare ex novo. Chiediamo che il governo trovi la necessaria copertura finanziaria e che possa incentivare gli enti di assegnazione a stabilizzare i lavoratori che questo Comitato rappresenta».

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