venerdì,Maggio 24 2024

Covid, casi e ricoveri in aumento in Calabria. I dati della fondazione Gimbe

I numeri (+6%) si riferiscono alla settimana tra il 25 novembre e il primo dicembre. Nel report focus anche sulle vaccinazioni. A livello nazionale, «contagi stabili ma sottostimati almeno del 50%»

Covid, casi e ricoveri in aumento in Calabria. I dati della fondazione Gimbe

Aumentano i casi Covid in Calabria. Il dato emerge dall’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe nel quale si rileva che è in peggioramento in Calabria – nella settimana tra il 25 novembre e il primo di dicembre – l’incidenza per 100.000 abitanti (210,9) dei casi di Covid 19 e si evidenzia un aumento dei nuovi positivi (6,3%) rispetto alla settimana precedente. Sopra la media nazionale l’occupazione dei posti letto in area medica (14,7%) e in terapia intensiva (3,7%).

La vaccinazione in Calabria

«La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino – è detto nel report di Gimbe – è pari al 13,2% (media Italia 10,6%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni temporaneamente protetta, in quanto guarita da Covid-19 da meno di 180 giorni, pari al 1%. La percentuale di popolazione over 5 anni che non ha ricevuto la terza dose di vaccino è pari a 16,9% (media Italia 11,8%) a cui aggiungere la popolazione over 5 anni guarita da meno di 120 giorni, che non può ricevere la terza dose nell’immediato, pari al 2,7%. Il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 12,1% (media Italia 26,9%). La popolazione 5-11 che ha completato il ciclo vaccinale è pari 41,2% (media Italia 35,3%) a cui aggiungere un ulteriore 4% (media Italia 3,3%) solo con prima dose».

Secondo i dati contenuti nell’ultimo report settimanale della Fondazione Gimbe l’elenco dei nuovi casi per 100.000 abitanti dell’ultima settimana suddivisi per provincia vede Catanzaro 296 (-3,4% rispetto alla settimana precedente); Reggio 254 (+48,6%); Vibo 177 (-6,9%); Cosenza 157 (-9,8%) e Crotone 108 (-18%)».

I dati nazionali sulla situazione negli ospedali

In Italia i posti letto covid occupati in area critica, dopo aver raggiunto il minimo di 203 il 10 novembre, sono saliti a 320 il primo dicembre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 6.347, l’11 novembre, hanno raggiunto quota 8.458 il primo dicembre, osserva il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti. Al primo dicembre, il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid è del 13,3% in area medica (dal 5% della provincia autonoma di Bolzano al 35,5% dell’Umbria) e del 3,2% in area critica (dall’1% della provincia autonoma di Bolzano al 6,5% dell’Emilia-Romagna). «Aumentano gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – rileva – con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi al giorno rispetto ai 30 della settimana precedente».

Casi stabili ma sottostimati

In linea generale, a livello nazionale i nuovi casi di Covid-19 sono rimasti sostanzialmente stabili nella settimana fra il 25 novembre e il primo dicembre rispetto alla settimana precedente, secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. Tuttavia «il numero dei nuovi casi settimanali non è più un indicatore affidabile della circolazione virale, sottostimata almeno del 50%», evidenzia il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta. Il numero dei positivi non è affidabile, aggiunge, «sia per l’utilizzo diffuso di tamponi ‘fai da te’, sia per il mancato testing di persone asintomatiche o paucisintomatiche».

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