mercoledì,Luglio 17 2024

«L’autonomia differenziata ucciderebbe il sud e i piccoli comuni». Da Cosenza l’attacco del M5S

L'ex presidente della Camera Fico ha criticato il Governatore Occhiuto, cosa che ha fatto con veemenza anche Orrico. Buffone e Giorno portano le testimonianze dei loro municipi

«L’autonomia differenziata ucciderebbe il sud e i piccoli comuni». Da Cosenza l’attacco del M5S

L’arrivo dell’ex presidente della Camera ha attirato a Cosenza tanti simpatizzanti del Movimento Cinque Stelle, curiosi di ascoltare dalla sua voce i motivi destinati a penalizzare il meridione in tema di autonomia differenziata. Roberto Fico, dando il via alla tappa calabrese del tour politico, ha riempito la sala di Villa Rendano. Al suo fianco la parlamentare Anna Laura Orrico, l’assessore al Welfare di Palazzo dei Bruzi Veronica Buffone e il consigliere comunale di Luzzi Giuseppe Giorno. In platea, oltre al consigliere regionale Davide Tavernise, altri due deputati campani pentastellati: Andrea Caso e Carmela Auriemma.

La critica di Fico ad Occhiuto

Fico, che ha evidenziato i punti in comune con la neo segretaria del Pd Elly Schlein, ha criticato fermamente la posizione di Roberto Occhiuto. «Non condivido il parere del presiedente Occhiuto – ha detto – perché sostiene che non sia una delega in bianco e invece lo è. Questo provvedimento indebolisce la Calabria e i calabresi, e avremo in modo cristallizzato due paesi a due velocità. Il punto fondamentale è che i Lep devono essere identificati e dopo capire se quel fabbisogno standard è funzionante. Probabilmente molti comuni avranno bisogni di risorse aggiuntive dopo l’identificazione dei Lep e dobbiamo trovare le risorse per dare quell’aggiunta. Questo il ddl Calderoni alla fine non lo prevede».

Per Orrico posizione barricadiera

Le ha fatto eco Anna Laura Orrico, che non ha esitato ad associare la posizione morbida del Governatore con la sua appartenenza politica. Dopo un duro intervento in parlamento nei confronti di Piantedosi sulla tragedia di Cutro, non è stata tenera neppure con il presidente della Regione Calabria sulla questione autonomia differenziata.

«Occhiuto – ha detto Anna Laura Orrico – segue il diktat del ministro leghista e del suo partito. Ha deciso di approvare questa scelleratezza del ddl Calderoli nonostante all’inizio sembrava voler difendere le prerogative del sud e della Calabria. Le differenze e le diseguaglianze tra nord e sud, ma anche tra i centri urbani e i piccoli comuni si amplieranno terribilmente. È pericolosissimo perché questo disegno di legge esautora il Parlamento da tutte le sue prerogative. Lascia alle regioni la possibilità di gestire la Sanità e l’Istruzione, altro tema fondamentale».

Le posizioni di Buffone e Giorno sull’Autonomia differenziata

«Le regioni che oggi hanno una migliore capacità di spesa e investimento sui servizi sociali e socio educativi – ha spiegato Veronica Buffone – godranno con l’autonomia differenziata di maggiori finanziamenti. Questo perché la proposta del Ministro Calderoli basa l’autonomia differenziata sulla spesa storica e non sul fabbisogno dei territori. Pertanto, questo porterà ad incrementare le disuguaglianze tra i cittadini italiani con conseguenze negative per i più deboli e per le fasce più fragili della popolazione. Disuguaglianze che colpirebbero soprattutto le regioni che ad oggi sono più penalizzate per la mancanza di infrastrutture materiali e sociali».

«L’autonomia differenziata decreterebbe la fine di piccoli comuni. Nel mio caso – ha detto Giuseppe Giorno – essendo amministratore a Luzzi dove è sempre più difficile reperire fondi, significherebbe non poter garantire la manutenzione delle strade o la realizzazione di opere pubbliche. Per garantire l’ordinaria amministrazione un Ente come il nostro deve attingere a finanziamenti sovracomunali. In questo caso, con l’Autonomia differenziata, alla Regione. Bene, secondo il bilancio della Cittadella, per i 400 comuni della Calabria ci sono a disposizione 20 milioni di euro. Dovrebbe bastare questo a far riflettere quanto sia pericoloso il ddl Calderoli».

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