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#la9diGigi: il regolamento dice no, ma Guarascio può scrivere a Gravina

#la9diGigi: il regolamento dice no, ma Guarascio può scrivere a Gravina

Ecco cosa prevedono le norme federali. Il Cosenza ha le mani legate, però il presidente suo sottolineare l’eccezionalità della situazione alla Lega Pro.

L’idea lanciata alla società ha già innescato il dibattito e l’ashtag #la9diGigi è oggetto di discussione su ciò che si potrebbe o meno fare. Ad un mese dall’anniversario della sua scomparsa e con l’introduzione delle casacche personalizzate, CosenzaChannel ritiene che la maglia del bomber per eccellenza della storia del club vada custodita gelosamente. Ritirare la numero 9 del Cosenza, però, tecnicamente non si potrebbe. La Lega Pro, infatti, ha deciso di adottare la metodologia classica che da anni consente alla Serie B di diversificare i calciatori dalla tradizionale distinta dall’1 all’11. Per intenderci, non è come in Serie A dove i club hanno libertà di scegliere tra 99 numeri senza dover rispettare dei paletti imposti dalla federazione. Tra i cadetti il discorso è diverso e la Serie C ha scelto di non fare eccezione.

IL REGOLAMENTO. Ad assestare un brutto colpo alle speranze dei sostenitori rossoblù è il comunicato 252/L emanato lo scorso 16 giugno. In particolare, è il punto 6 dell’articolo 3 a chiarire la questione. “L’attribuzione dei numeri ai calciatori dovrà seguire i seguenti criteri:
–  numerazione portieri obbligatoria: 1, 12, 22;
–  numerazione calciatori di movimento progressiva dal n. 2 in poi, in funzione del numero di tesserati (senza soluzione di continuità e senza interruzione di numeri);
–  gli eventuali altri portieri, oltre ai tre con la numerazione obbligatoria, dovranno seguire la numerazione progressiva, sempre senza soluzione di continuità”.
In base a quanto riportato sopra, chiunque potrebbe indossare la maglia che fu di Gigi Marulla, con il Cosenza che potrebbe davvero fare poco o nulla.

IL TENTATIVO. Toccherebbe a Guarascio intervenire in prima persona con il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina. I punti da evidenziare nella sua missiva sarebbero diversi, in primis il valore morale e umano rappresentato dal Tamburino di Stilo. La storia, il nome dello stadio a lui dedicato, l’impatto emotivo e mediatico che ha avuto la sua morte sarebbero solo poche delle tesi che supporterebbero la richiesta. La palla passa al Cosenza Calcio, di sicuro sceglierà per il meglio. (Antonio Clausi)

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