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Revisori, quella nomina non s’ha da fare

Salgono a 13 i contrari alla nomina fiduciaria del nuovo presidente dell'organo di revisione. Che accadrà domani in consiglio comunale?

Altri sette consiglieri comunali di Cosenza si rifiutano di votare un presidente del collegio dei revisori che sia diverso da quello sorteggiato dal prefetto. E adesso i contrari alla soluzione salgono a tredici. Alla lista si sono aggiunti, infatti, anche Damiano Covelli, Carlo Guccione, Alessandra Mauro, Bianca Rende, Anna Fabiano, Enrico Morcavallo e Francesca Cassano. Tutti loro – così come i loro colleghi di maggioranza Annalisa Apicella, Davide Bruno, Segio Del Giudice, Giuseppe d’Ippolito, Francesco e Gisberto Spadafora – ritengono che affidare un incarico di questo peso, specie dopo il dissesto, a un professionista di fiducia scelto dell’amministrazione sia la cosa peggiore da fare.

Dopo anni in cui il compito di scegliere i tre revisori era affidato alla sorte, tramite l’estrazione casuale dei nominativi da parte della Prefettura, lo Stato ha introdotto una novità. Gli enti locali devono accettare soltanto i primi due professionisti sorteggiati. E hanno la facoltà di scartare il terzo e scegliere loro – con votazione a scrutinio segreto – il presidente del collegio, pescando in un albo regionale. Una possibilità, dunque, quella di selezionare qualcun altro, non un obbligo. Basterebbe votare il terzo estratto per fugare ogni pensiero malizioso sulla questione. Tanto più se, come nel caso della proposta di delibera su cui la sala Catera dovrà pronunciarsi, si prevede di retribuire il collegio di revisori con gli stipendi più alti previsti dalla legge, nonostante sia possibile decurtarglieli parzialmente. Al presidente andrebbero quasi 39mila euro l’anno, più contributi, Iva e rimborsi – se residente fuori Cosenza – fino a oltre 19mila euro.

Parte dell’opposizione annuncia il suo no

«La nostra posizione – annunciano Covelli, Guccione, Mauro, Rende, Fabiano, Morcavallo e Cassano – sarà quella di votare per l’imparzialità dello stesso collegio». Ragion per cui, spiegano, sono in disaccordo «con l’intenzione dell’amministrazione comunale di modificare l’esito casuale del sorteggio per indicare un nome voluto dalla stessa amministrazione». Il collegio, per loro, deve poter «lavorare in perfetta autonomia e imparzialità e senza alcun possibile condizionamento». Condizioni che spetterebbero a qualsiasi organo terzo, tant’è che i precedenti revisori (sorteggiati) avevano «sollevato osservazioni puntuali su molte pratiche di bilancio». E che quei rilievi – ricordano i membri dell’opposizione – hanno poi trovato conferma nelle due sentenze della Corte dei Conti che hanno sancito il dissesto di Palazzo dei Bruzi.

I sei consiglieri di maggioranza contrari avevano parlato di questioni di opportunità. I sette d’opposizione usano parole ancora più forti per commentare l’idea di optare per una nomina fiduciaria. «La nostra è una scelta di politica trasparente e autonoma, obiettivo che dovrebbe essere l’orientamento principe di ogni amministrazione pubblica, ancora di più in una situazione catastrofica come quella in cui si trovano i conti del Comune». Per Covelli, Guccione, Mauro, Rende, Fabiano, Morcavallo e Cassano servirebbe «un minimo di pudore» da parte di Occhiuto e i suoi.

Servono 17 voti per cambiare uno dei revisori

Ma che succederà domani in consiglio comunale? A Palazzo dei Bruzi c’è chi sussurra che la votazione sui revisori slitterà a una seduta futura. E che magari, nel frattempo qualche altro riottoso – che però non ha firmato note in questi giorni – possa farsi convincere con una promozione politica. Qualcuno fa girare anche nomi sul possibile presidente del collegio nominato, che potrebbe arrivare dal vibonese.

Se l’assemblea si tenesse ci sarebbero in teoria i numeri per sostituire Vincenzo Pecora – il revisore sorteggiato – e assegnare l’incarico fiduciario. Servono diciassette preferenze per farlo e a votare, sindaco incluso, sarebbero (sempre che tutti partecipino alla seduta) in trentuno. Ma se dalla coalizione ufficiale di Occhiuto si tolgono Apicella, Bruno, Del Giudice,d’Ippolito e i due Spadafora i membri della maggioranza scendono a quindici. Un numero insufficiente, pertanto, a dare il via all’eventuale nomina. Bisognerebbe che a sostenerla fossero almeno due tra Marco Ambrogio, Giovanni Cipparrone, Massimo Lo Gullo e Francesca Malizia. Sono gli altri consiglieri che che i cosentini hanno votato per fare opposizione. Terrano tutti fede al proprio mandato? E tutti e tredici i contrari faranno quanto annunciato? Nel segreto dell’urna tutto può succedere, anche che i voti contro Pecora siano più del previsto.

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Camillo Giuliani

Cronista per il quotidiano Calabria Ora dalle elezioni provinciali del 2009, entra stabilmente in redazione nel 2011. Iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2013, ha lavorato in seguito a L'Ora della Calabria e Cronache del Garantista occupandosi di politica e inchieste, con qualche incursione nello sport, la cultura e la cronaca. Ha scritto di calcio e collaborato alla realizzazione di videoreportage per Mmasciata.it, condotto programmi su Radio Ciroma, pubblicato il volume “Corse e ricorsi – Una storia di famiglia e motori” per Pellegrini Editore.

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