domenica,Maggio 29 2022

Nicola Acri, il duplice omicidio e l’esplosivo per uccidere un magistrato | SI PENTE “OCCHI DI GHIACCIO”

Nicola Acri parla del duplice omicidio Cristaldi-Nucerito e coinvolge un altro esponente di spicco della 'ndrangheta cosentina. Ecco chi è.

Nicola Acri, il duplice omicidio e l’esplosivo per uccidere un magistrato | <strong><u><a href="https://www.cosenzachannel.it/2021/05/25/trema-la-ndrangheta-cosentina-si-pente-il-boss-nicola-acri/"> SI PENTE “OCCHI DI GHIACCIO” </a></u></strong>

Ci sono nuovi particolari sul duplice omicidio di ‘ndrangheta commesso a Cassano Ionio nel giorno della Befana del 1999, ai danni di Giuseppe Cristaldi e Biagio Nucerito. Li ha riferiti uno degli imputati, Nicola Acri, da poche settimane collaboratore di giustizia dopo oltre dieci anni trascorsi al 41bis(LEGGI QUI)

Si tratta di uno dei killer più spietati in provincia di Cosenza, autore di numerosi omicidi, che gli hanno permesso di raggiungere le vette dell’organizzazione mafiosa nella Sibaritide, tanto da comandare a Rossano per lunghi tratti. Si parla infatti della cosca “Morfò-Acri” che tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo secolo si sarebbe attivata per commettere tanti delitti di mafia. 

L’esplosivo ritrovato in provincia di Bologna

Particolare di non poco conto, inoltre, l’arsenale scoperto nel 2010 a Castel Maggiore, nel bolognese, e ritrovato poco dopo l’arresto di Nicola Acri. Secondo gli inquirenti antimafia di Catanzaro, l’esplosivo sarebbe servito a far saltare in aria un magistrato. In quel periodo, infatti, la Dda di Catanzaro, era impegnata a contrastare il “Crimine” in provincia di Cosenza, dando la caccia anche a numerosi latitanti che si erano resi irreperibili a seguito delle condanne pesanti che erano state inflitte dai giudici. 

La storia parla di decine di operazioni condotte contro la cosca degli “zingari” di Cassano Ionio – “Timpone Rosso” tanto per citarne alcune – contro i clan di Corigliano – la più eclatante è senza dubbio “Santa Tecla” – e infine contro la cosca di Rossano – vedi “Stop” – che hanno permesso di disarticolare i gruppi criminali dell’epoca. Uno dei principali pm antimafia, in prima linea contro la ‘ndrangheta della Sibaritide, era certamente Vincenzo Luberto. Parliamo del magistrato che ha ricostruito la strage del 2014, quando nelle periferie di Cassano Ionio vennero uccisi il piccolo Cocò Campilongo, il nonno Giuseppe Iannicelli e la sua fidanzata marocchina. Nicola Acri, quindi, rivelerà il nome del giudice che doveva essere ammazzato? Staremo a vedere.

Dall’ergastolo all’assoluzione

Tornando al duplice delitto Cristaldi-Nucerito, è necessario fare un passo indietro prima di arrivare alle nuove dichiarazioni rese da Nicola Acri. Questo processo infatti è arrivato in Cassazione con due condanne all’ergastolo, ma per gli ermellini le motivazioni adottate dalla Corte d’Assise d’appello di Catanzaro, non erano sufficienti a provare la colpevolezza di Francesco Abbruzzese, alias “Dentuzzo” e di Nicola Acri, alias “Occhi di ghiaccio”. Così, si è proceduto a un nuovo processo di secondo grado, nel corso del quale i due imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Tutto ciò è successo nonostante le tante propalazioni dei collaboratori di giustizia che hanno parlato della vicenda omicidiaria, come nel caso di Pasquale Perciaccante. Oggi, però, si può scrivere un altro capitolo. 

Nicola Acri accusa Filippo Solimando

La Dda di Catanzaro, nei giorni scorsi ha depositato uno dei verbali di Nicola Acri. Poche righe non omissate, dove si evince che ad agire quel giorno furono tre persone: il collaboratore di giustizia, Francesco Abbruzzese e Filippo Solimando. Quest’ultimo è stato condannato in via definitiva nel processo “Gentleman” ed è ritenuto organico alla cosca degli zingari, avendo avuto la “reggenza” di Corigliano.

Il nuovo pentito avrebbe dichiarato che a sparare furono i due compagni di viaggio – Abbruzzese seduto nel sedile anteriore e Solimando seduto nel sedile posteriore – mentre lui era alla guida dell’auto. Terminata l’esecuzione, i tre si sarebbero sbarazzati della macchina, sparendo nel nulla. Ci si attende, tuttavia, di capire ulteriori particolari che al momento sono coperti da segreto istruttorio. E questo potrà avvenire solo nella prossima udienza che si svolgerà dopo la fine dell’estate.