domenica,Maggio 29 2022

Trema la ‘ndrangheta cosentina, si pente il boss Nicola Acri

Un altro pezzo da novanta della ‘ndrangheta diventa collaboratore di giustizia. Parliamo del temutissimo boss di Rossano, Nicola Acri, organico alla cosca degli “zingari” di Cassano Ionio, ed esecutore materiale di numerosi omicidi avvenuti negli ultimi 30 anni in provincia di Cosenza. Parliamo quindi di un killer feroce, spietato, conosciuto negli ambienti criminali come “Occhi

Trema la ‘ndrangheta cosentina, si pente il boss Nicola Acri

Un altro pezzo da novanta della ‘ndrangheta diventa collaboratore di giustizia. Parliamo del temutissimo boss di Rossano, Nicola Acri, organico alla cosca degli “zingari” di Cassano Ionio, ed esecutore materiale di numerosi omicidi avvenuti negli ultimi 30 anni in provincia di Cosenza. Parliamo quindi di un killer feroce, spietato, conosciuto negli ambienti criminali come “Occhi di ghiaccio”. La sua collaborazione con la giustizia risale a circa 15 giorni fa, quando il potente capo società della Sibaritide ha chiesto di parlare con i magistrati della Dda di Catanzaro, i quali, dopo il pentimento del super boss Nicolino Grande Aracri, hanno ottenuto un altro risultato importante nella lotta alla ‘ndrangheta.

Nicola Acri si trovava al 41bis da dieci anni. Ha vissuto i periodi più sanguinari quando “zingari” e italiani avevano dato il via alla cosiddetta “Guerra di mafia”. Anni in cui a perdere la vita erano esponenti di spicco della criminalità organizzata cosentina, sia di uno schieramento che dell’altro. Nicola Acri ha giocato una ruolo fondamentale ed è pronto a raccontarlo agli inquirenti antimafia, coordinati dal procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri.
La notizia del suo addio alla criminalità organizzata è di oggi. Il sostituto procuratore generale, Luigi Maffia ha chiesto di poter depositare nel terzo processo d’appello per il duplice delitto Cristaldi-Nucerito, il verbale di un «soggetto indagato in un altro procedimento». Dopodiché, la situazione è divenuta chiara e limpida, allorquando Nicola Acri ha provveduto a nominare l’avvocato Raffaella Casalenuovo, revocando quindi i due penalisti che lo avevano seguito legalmente fino a ieri.

Acri, secondo quanto apprende Cosenza Channel, ha reso numerose dichiarazioni circa gli omicidi avvenuti tra Cassano e la fascia ionica dal 1990 in poi. Una zona ad alta densità mafiosa che negli ultimi anni si è resa protagonista in negativo di una serie di assassini di stampo mafioso che hanno allarmato le forze dell’ordine. Da Leonardo Portoraro a Francesco Elia, ultima vittima della ‘ndrangheta, freddato circa un anno fa a colpi di Kalashnikov nelle campagne di Cassano Ionio.
Tornando all’attualità, il presidente della seconda sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, Francesca Garofalo, ha emanato un’ordinanza con la quale ha disposto l’acquisizione del verbale di Nicola Acri – nonostante il parere contrario della difesa di Francesco Abbruzzese, meglio conosciuto come “Dentuzzo”, boss indiscusso degli “zingari” – ai fini dell’audizione dell’aspirante collaboratore di giustizia.

Il processo sul duplice delitto Cristaldi-Nucerito è arrivato, come detto, al terzo giudizio d’appello, dopo due annullamenti della Corte di Cassazione che, in prima istanza aveva annullato con rinvio due sentenze d’assoluzione, mentre un’altra sezione penale della Suprema Corte di recente aveva deciso di rimettere tutto in gioco, rimandando a un nuovo processo d’appello, a seguito della condanna dei due imputati, Abbruzzese (difeso dall’avvocato Roberta Provenzano) e Acri. Udienza rinviata al prossimo 20 settembre, giorno in cui sarà sentito il nuovo collaboratore di giustizia.

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