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L’INTERVISTA | Liparoti: «Città unica Cosenza-Rende-Castrolibero? La destra a Casali del Manco diceva altro»

L'esponente del Comitato per il "no alla fusione" si dice sorpreso dalla nuova posizione del Pd, rigetta le accuse di aver fornito un assist ad Orlandino Greco e parla di un precedente per il quale gli avversari politici hanno cambiato posizione

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Fabio Liparoti, ospite odierno degli studi di Cosenza Channel, ha ribadito le motivazioni che lo hanno spinto insieme a Mario Bozzo, Massimo Scarpelli e Francesca Bozzo a formulare una proposta di legge finalizzata a modificare l’attuale svolgimento del referendum. «Riteniamo che possa essere valido solo se vincesse il “sì” in tutti e tre i comuni – spiega -. Servono 5mila firme e le stiamo raccogliendo, ma riteniamo di poter superare ampiamente la soglia minima prevista».

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Esponente del Comitato popolare “No alla fusione” tra Cosenza, Rende e Castrolibero, lancia poi un messaggio alla squadra di governo di Roberto Occhiuto e ai consiglieri regionali di centrodestra che hanno firmato la proposta di legge. «Quando nel 2017 nacque Casali del Manco – evidenzia – autorevoli esponenti del centrodestra si opposero all’incorporazione di Spezzano Piccolo dove i residenti espressero contrarietà alla prospettiva. Oggi hanno cambiato idea».

Liparoti affronta anche il tema della nuova posizione del Partito Democratico cristallizzata in una conferenza stampa da Bevacqua, Iacucci e Pecoraro. «Siamo meravigliati, mi sarei aspettato di ascoltare cose differenti, anche perché Iacucci spinge per la secessione di Campora San Giovanni da Amantea così da costituire un nuovo centro di governo, Temesa, con Serra d’Aiello. I democrat hanno le idee confuse» dice per poi chiudere con un’ipotesi. «Cosa farebbe il Comitato qualora a Rende l’esito del referendum indicasse la maggioranza dei “sì”? Ne prederemmo atto – ammette Liparoti – ma francamente non abbiamo sentore che ci siano aperture in tal senso. Perfino i commissari, quando furono auditi nella I Commissione consiliare regionale, dissero di non avere avuto una percezione di apertura alla fusione da parte della cittadinanza». In apertura di articolo l’intervista video completa.

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