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Il Cosenza dice addio a Ranzani. Riportò i Lupi in B dopo 25 anni

Il Cosenza dice addio a Ranzani. Riportò i Lupi in B dopo 25 anni

Lo storico direttore sportivo della promozione del 1988 con in panchina Di Marzio scoprì talenti come Bergamini, Simoni e Padovano.

La Cosenza sportiva piange un altro degli uomini che ne hanno scritto la storia. Stamattina, infatti, è venuto a mancare lo storico direttore sportivo della promozione in B del 1988. Il mondo del calcio dice addio a Roberto Ranzani. Da tempo viveva a Ferrara dove aveva scelto di risiedere dopo aver smesso di lavorare dietro la scrivania. Arrivò a Cosenza a fine anni ’70 dopo aver lavorato con il Crotone e alla città dei Bruzi legò il proprio destino centrando la più bella vittoria che mai si ricordi sulle sponde del Crati. La società lo ebbe dirigente in tre occasioni: nel 1979, dal 1984 al 1991 e poi nel 1994. Scoprì talenti come Denis Bergamini, pagato 20 milioni di lire al Russi, il portiere Gigi Simoni e soprattutto quel Michele Padovano che fece impazzire i tifosi. Ranzani, milanese di Robecco sul Naviglio, classe 1942 (era nato il 6 dicembre), fu lanciato nel calcio che conta dalla Spal. Esordì in serie A il 28 gennaio 1962 a Torino contro la Juventus. In carriera giocò prevalentemente tra C1 e B. Alla sua prima esperienza da direttore riportò il Cosenza dalla C2 alla C1 con Nedo Sonetti in panchina. Poi gettò le basi per il trionfo del 1988 e si consacrò tra i cadetti guidando in seguito anche la Spal di cui ricoprì per un breve lasso di tempo il ruolo di presidente.

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