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Politiche 2018, l’area Dems protesta: «Renzi non mantiene le promesse…»

Politiche 2018, l’area Dems protesta: «Renzi non mantiene le promesse…»

– di Giuseppe Terranova* 


Se le notizie sulla formazione delle liste del Partito Democratico dovessero trovare conferme nelle prossime ore, produrrebbero un vulnus che rischierebbe di avere un risvolto ancora una volta non positivo in Calabria nelle elezioni del 4 marzo.

Avevamo avuto modo di apprezzare le parole del segretario nazionale, Matteo Renzi, nell’ultima riunione di direzione che evidenziava la necessità di costruire liste aperte alla società, con candidature forti del territorio garantendo dunque la pluralità all’interno del Partito democratico. Proprio su questo punto tra l’atro, nel corso della sua relazione, aveva criticato gli altri segretari del partito che in passato non avevano rispettato questo criterio.

In Calabria il Pd non può permettersi il lusso di non avere candidature che siano espressione dei territori, con uomini e donne fortemente radicati dal punto di vista sociale ed elettorale in un quadro in cui venga garantita una forte presenza di tutte le sensibilità del nostro partito. Serve una unità non ipocrita ma concreta che sia in grado di legittimare reciprocamente le proprie diversità come fattore di crescita e ci permetta di uscire da una situazione di grave difficoltà: negli ultimi tre anni in Calabria abbiamo avuto un trend elettorale negativo, il Pd ha perso in tutte le città capoluogo di provincia addirittura con percentuali che vanno dal 5 al 7 per cento.

Siamo stati sonoramente sconfitti dal referendum del 4 dicembre e questo ulteriore strappo nella formazione delle liste non può che far peggiorare la situazione del Pd. Ecco perché Renzi non può invocare dei principi e poi nella pratica fare esattamente l’opposto, fortificando recinti e fortini personali che hanno il solo obiettivo di svuotare ogni forma di partecipazione e dare spazio solo ai propri fedelissimi. Speriamo che non sia vera la sensazione che si è percepita di mortificare, oltre ogni ragionevole misura, le aree e le sensibilità di minoranza del Pd come quella che fa riferimento al ministro Andrea Orlando.

La nostra associazione Dems anche in Calabria è nata per riconnettere, attraverso le varie iniziative, il Pd con i problemi delle persone andando a recuperare anche i tanti elettori che in questi anni ci hanno abbandonato ricreando un senso reale di comunità. Ovviamente se le scelte che in queste ore stanno maturando nella gestione della formazione delle liste saranno confermate, vorrà dire che qualcuno ha deciso che, invece di includere e di creare condizioni di unità vera in grado di affrontare la difficile campagna elettorale del 4 marzo, vuole escludere e spingere fuori tante forze del Pd. Certamente non staremo a guardare. Non è più il tempo di considerare il Pd una sorta di proprietà privata perché così si snatura il progetto per cui è nato oltre dieci anni fa e si persegue con pervicacia la volontà politica di portare avanti e attuare il disegno del Partito della Nazione. 

*Coordinatore Dems Calabria

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