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Braglia: «Il treno passa una volta, se non vinci nessuno si ricorda di te»

Braglia: «Il treno passa una volta, se non vinci nessuno si ricorda di te»

Braglia assicura: «Penso che la squadra domani farà una grande partita, il resto non lo so e non lo può sapere nessuno: sotto l’aspetto dell’intensità ci saremo, poi gli episodi decideranno tutto».

E’ la vigilia di Cosenza-Sudtirol e Piero Braglia come di consueto fa il punto della situazione. «Il Südtirol è una squadra che ha deciso di aspettarci in casa propria, molto fisica, intelligente tatticamente, con giocatori che fanno della forza fisica il proprio punto di maggiore forza».

A spingere il Cosenza verso Pescara, però, ci sarà un Marulla con 20mila spettatori. Tutto esaurito come non si vedeva da vent’anni. «Lo stadio pieno fa salire le motivazioni da parte di tutti, quando esci dal sottopassaggio e vedi lo stadio pieno dovresti galvanizzarti». Braglia poi passa a discutere del match. «Penso che la squadra domani farà una grande partita, il resto non lo so e non lo può sapere nessuno: sotto l’aspetto dell’intensità ci saremo, poi gli episodi cambiano tanto nell’economia di una gare, ma in campo ci saremo e saremo anche carichi.  L’importante è che chiunque entri in campo dia il massimo, i treni passano una volta ogni tanto: i ragazzi si rendono conto di quello che succede qui intorno, ma se non vinci non si ricorda nessuno di te».

Potrebbe essere l’ultimo incontro di Braglia a Cosenza, ma il tecnico si concentra soltanto sul presente. «A me interessa continuare a lavorare, portare fino in fondo ciò che abbiamo fatto, vedere i ragazzi che salgono di livello, del futuro in questo momento non ne voglio parlare».

Braglia, dall’altra parte, ritroverà Zanetti. «Ho il massimo rispetto per lui ma, come sapete, non parlo mai degli altri. I ragazzi vivono questo momento come una grande occasione, quando sono arrivato qui nessuno si aspettava di arrivare a questo punto con la prospettiva di salire in Serie B: domani però non dovremo perdere la testa, la partita sarà lunga, sarà combattuta, ci sarà di tutto e dovremo portarla in fondo. Loviso è convocato, sta bene, è una persona meravigliosa che sta cercando in tutti i modi di rendersi utile e lo sta facendo, a lui basta un cenno per entrare e fare il proprio dovere. Diffidati? Non dobbiamo pensarci, se qualcuno salterà la finale la giocheranno gli altri: questo sarà lo scoglio più duro, non me ne frega niente».

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