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“Spionaggio” nelle procure, la Cassazione dà ragione all’Stm di Pietrafitta

“Spionaggio” nelle procure, la Cassazione dà ragione all’Stm di Pietrafitta

La Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento di sequestro dell’azienda Stm di Pietrafitta, disposto in precedenza dal Riesame di Benevento.

Secondo i magistrati della procura di Napoli è il più importante caso di “spionaggio” ai danni delle procure italiane, ma di recente la Suprema Corte di Cassazione ha iniziato a correggere il tiro con un provvedimento di dissequestro dell’azienda Stm di Marisa Aquino che va in contrapposizione con l’ordinanza emessa a suo tempo dal Riesame di Benevento.

La decisione degli ermellini è del 26 aprile scorso, giorno in cui la società di Pietrafitta aveva ribadito le ragioni a difesa del suo operato, ritenendo ingiusto il sequestro dei beni aziendali. Nell’inchiesta è coinvolta anche Esurv di Catanzaro, società che aveva creato lo spyware Exodus, software non sicuro che aveva permesso di depositare su un server di Amazon tutte le risultanze investigative coperte da segreto istruttorio di varie procure italiane. Indagini “spiate” con o senza consapevolezza che ciò fosse tutto illecito? Quello dovranno stabilirlo i giudici.

Tuttavia, l’Stm di Marisa Aquino rimane sotto sequestro per il sopraggiunto provvedimento firmato dal Riesame di Napoli che, sempre nel mese di aprile, aveva rigettato la richiesta di dissequestro dell’azienda cosentina. Ma la recente sentenza della Cassazione sarà utile anche nell’altro ricorso che sarà presentato agli ermellini, una volta che il tribunale campano depositerà le motivazioni. (alan)

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