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Caso Exodus, Stm chiede il dissequestro al tribunale di Napoli

Caso Exodus, Stm chiede il dissequestro al tribunale di Napoli

Udienza davanti al tribunale del Riesame di Napoli. Ricorso presentato soltanto dalla Stm.

L’Stm di Marisa Aquino questa mattina ha avanzato la richiesta di dissequestro del server e delle quote societarie. La società che lavora nel campo delle intercettazioni telematiche si è rivolta al Riesame di Napoli affinché vengano tolti i sigilli, precedentemente disposti dal gip Rosa de Ruggiero del tribunale campano su richiesta dell’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Giovanni Melillo.

Stm, lo ricordiamo, è indagata nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolte la procura di Benevento, a seguito dell’inefficacia del software “Exodus” che serviva da “trojan” per condurre indagini specifiche su cellulari e computer dei soggetti finiti nella rete dei magistrati italiani. Stm, tuttavia, prosegue nell’attività di intercettazione soltanto nelle indagini avviate prima del sequestro del server, che non possono essere interrotte per motivi d’ufficio.

I danni prodotti da “Exodus”

Il software “Exodus”, rilasciato da Esurv, ha prodotto danni enormi alle indagini in corso, in quanto non avrebbe permesso di custodire in sicurezza i dati riservati delle inchieste di varie procure italiane, finiti su un server Amazon in Oregon. Stm, però, ha soltanto acquistato il spyware al costo di mille euro al mese, al netto dei vari accessi (circa 70 euro ciascuno) per infettare i vari dispositivi da intercettare: chiamate, email, messaggi e audio. Da qui nasce, tra le altre cose, l’azione legale di Stm nei confronti di Esurv.

Nel corso dell’udienza, la procura di Napoli avrebbe ribadito la necessità di procedere al sequestro, che avrebbe interessato anche un altro colosso dell’intelligence italiano. Parliamo della Ips, società leader del settore con sede ad Aprilia, in provincia di Latina. Il Riesame di Napoli scioglierà la riserva nei prossimi giorni. Il caso di “spionaggio”, tuttavia, potrebbe incrociarsi con l’indagine della procura di Salerno, dove sono indagati esponenti delle forze dell’ordine calabresi e un magistrato. (Antonio Alizzi)

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