domenica,Dicembre 5 2021

Corigliano Rossano, Stasi decolla e Graziano perde voti

Il nuovo sindaco vince con oltre il 72% delle preferenze. L’avversario non ottiene il risultato sperato dalla sua “operazione verità” Il ballottaggio di Corigliano Rossano non ha riservato sorprese. Il vantaggio che Flavio Stasi aveva conquistato al primo turno nei confronti del suo competitor Giuseppe Graziano (40,77% contro il 31,14) non solo si è confermato,

Corigliano Rossano, Stasi decolla e Graziano perde voti

Il nuovo sindaco vince con oltre il 72% delle preferenze. L’avversario non ottiene il risultato sperato dalla sua “operazione verità”

Il ballottaggio di Corigliano Rossano non ha riservato sorprese. Il vantaggio che Flavio Stasi aveva conquistato al primo turno nei confronti del suo competitor Giuseppe Graziano (40,77% contro il 31,14) non solo si è confermato, ma si è dilatato fino a scavare una distanza che fin dalle prime schede scrutinate è apparsa pressoché impossibile da colmare. Stasi vince con il 72,56%, pari a 23.023 voti, lasciando Graziano al 27,44%. (Leggi anche Flavio Stasi stravince. Per molti a Corigliano Rossano è “nu juorno buono”)

La campagna elettorale incalzante di queste ultime due settimane, portata avanti dal “generale”, non ha pagato. La sua “operazione verità”, urlata nelle dirette Facebook e sui palchi della città unica, non ha dato i frutti sperati. Graziano non solo non ha recuperato, ma ha anzi perso per strada diversi voti del primo turno: 12.953 contro gli 8.706 di ieri.

Un divario che, ancora ieri sera, alcuni personaggi vicini alla coalizione perdente attribuivano in buona parte alla ormai proverbiale “macchina del fango” e ai presunti “poteri forti”. Un’analisi, questa, che però – oltre a non spiegare la perdita di voti – dato l’enorme distacco appare superficiale e soprattutto denota scarsa stima della capacità di scelta del popolo di quella Corigliano Rossano di cui più volte Graziano ha rivendicato la paternità.

Una paternità pretesa sulla base della legge – di sua iniziativa – che prevedeva l’istituzione del Comune unico ma che per concretizzarsi è dovuta passare al vaglio dei cittadini dei due centri, che con il loro sì al referendum dell’ottobre 2017 hanno certificato – loro – la nascita della terza città della Calabria.

Una città dunque figlia della scelta popolare, la stessa che ieri ha scritto nero su bianco il nome del suo primo sindaco. E che oggi può lasciarsi alle spalle i veleni e le denunce di operazioni poco trasparenti, ancora ieri profusi in diversi post su Facebook nonostante il silenzio elettorale. Il popolo di Corigliano Rossano ha ascoltato, valutato e alla fine, si spera, fatto una scelta di cuore e testa.  Che sia stata o no la scelta migliore, saranno i giorni a venire a dircelo. (Mariassunta Veneziano)

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