martedì,Febbraio 7 2023

Caso Bergamini, Anselmo: «Chiesti gli atti». Cosa succede ora VIDEO

L'avvocato Anselmo commenta la chiusura delle indagini sulla morte di Denis Bergamini. «Abbiamo chiesto alla procura l'accesso agli atti».

Caso Bergamini, Anselmo: «Chiesti gli atti». Cosa succede ora VIDEO

L’avvocato Fabio Anselmo, difensore della famiglia Bergamini, in un video postato su Facebook, ha commentato la notizia della chiusura delle indagini sulla morte di Denis, trovato senza vita il 18 novembre del 1989, presso Roseto Capo Spulico, dichiarando di essere sorpreso che la procura di Castrovillari abbia comunicato l’atto previsto dal codice di procedura penale attraverso un comunicato stampa, inviato agli organi di stampa.

Le dichiarazioni dell’avvocato Fabio Anselmo

Escono dall’inchiesta Raffaele Pisano e Luciano Conte

La chiusura delle indagini infatti è stata notificata soltanto all’indagata per concorso in omicidio volontario, Isabella Internò, come prevedono le norme penali, mentre la persona offesa in questa fase del procedimento non ha accesso agli atti. Non è stata esercitata l’azione penale, invece, nei confronti del camionista di Rosarno, Raffaele Pisano, 80enne, già giudicato agli inizi degli anni ’90 e assolto dall’accusa di omicidio colposo. Non sarà chiesto, inoltre, il rinvio a giudizio neanche per il marito della Internò, l’ispettore di polizia, Luciano Conte, originariamente indagato per favoreggiamento nell’ambito di alcune presunte false dichiarazioni rese al pm in fase di indagini preliminari.

Le accuse della procura di Castrovillari

La procura della Repubblica di Castrovillari, tuttavia, ritiene che la Internò non abbia fatto tutto da sola. Infatti, nel capo d’accusa si fa riferimento a persone allo stato rimaste ignote, che nemmeno la seconda indagine, avviata dopo il 2016 dall’ex procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, è riuscita ad individuare. L’accusa, quindi, ritiene che l’ex calciatore del Cosenza calcio sia stato prima narcotizzato e poi ucciso tramite un soffocamento”soft”, come si evince dall’incidente probatorio voluto dalla procura di Castrovillari, nel corso del quale i cinque periti, che avevano redatto la cosiddetta super perizia, previa riesumazione del cadavere e presa visione dei vetrini, avevano sostenuto che Denis Bergamini fu ucciso.

Il timore del ne bis in idem

Il dato particolare che emerge dalla chiusura delle indagini è che la procura di Castrovillari scrive che Bergamini veniva posto «già cadavere o in limine vitae, allo scopo che venisse investito da mezzi in transito, sulla strada Ss 106, direzione Taranto, all’altezza del km 401 circa, comune di Roseto Capo Spulico, località Monica, dove, effettivamente, veniva investito dall’autocarro Fiat 180Nc, condotto da Pisano Raffaele (giudicato separatamente per il reato di cui all’art. 589 c. p.), che gli procurava lesioni da scoppio causate dallo schiacciamento addomino-perineale, con conseguente eviscerazione degli organi e rottura di grosso vaso arterioso, a sinistra». In questo caso l’accusa sembra aver messo le “mani avanti”, prospettando un possibile ne bis in idem per Pisano, ma la sua uscita di scena non è un atto di poco conto.

Cosa succede ora

Qualcuno pensava che la procura della Repubblica di Castrovillari, attualmente diretta dal procuratore facente funzioni, Simona Manera, aspettasse l’arrivo del nuovo procuratore capo per decidere quale direzione seguire nell’inchiesta sulla morte di Denis Bergamini. Tuttavia, all’indomani dell’addio di Facciolla, il procuratore Manera aveva affidato la delega d’indagine al pm Luca Primicerio che, dopo aver visionato i documenti, ha preso una strada diversa rispetto all’iniziale assunto accusatorio.

Come previsto dal codice di procedura penale, l’indagata Isabella Internò (difesa dall’avvocato Angelo Pugliese) potrà sottoporsi ad interrogatorio o presentare una memoria difensiva. Dopodiché, la procura di Castrovillari, con molta probabilità, chiederà il rinvio a giudizio dell’ex fidanzata di Denis Bergamini. A quel punto, gli atti dell’inchiesta saranno a disposizione delle parti processuali e si capiranno i motivi per i quali i magistrati del Pollino hanno scelto di portare avanti solo la posizione di Isabella Internò.

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