lunedì,Luglio 15 2024

I nuovi verbali di Celestino Abbruzzese: clan e omicidi

"Micetto" parla degli equilibri criminali tra Cassano Ionio e Cosenza e dice di essere a conoscenza di come siano andati alcuni omicidi

I nuovi verbali di Celestino Abbruzzese: clan e omicidi

Dopo i pentimenti di Francesco Bevilacqua, meglio conosciuto come “Franchino ‘i Mafarda“, e di Franco Bruzzese, il “salto del fosso” di Celestino Abbruzzese, alias “Micetto“, ha messo a dura i prova gli equilibri criminali degli appartenenti, o presunti tali, al clan degli “zingari“, sia di coloro i quali delinquono a Cosenza che di quelli operanti nella Piana di Sibari. I nuovi verbali del collaboratore di giustizia, conosciuto anche come “Claudio“, illustrano dinamiche mafiose degli anni passati, offrendo spunti investigativi importanti per costruire il puzzle accusatorio in capo alla Dda di Catanzaro.

“Testa di Serpente”, “Reset” e “Athena”

Celestino Abbruzzese, com’è noto, è tra i principali pentiti che hanno reso dichiarazioni auto ed etero accusatorie nei confronti di tantissimi presunti sodali legali alla ‘ndrangheta cosentina. Le sue propalazioni infatti hanno permesso ai magistrati antimafia di far emergere i rapporti tra Roberto Porcaro e il gruppo dei “Banana“, di cui “Micetto” faceva parte insieme ai suoi altri fratelli. Di rilievo, inoltre, i verbali resi nell’ambito dell’indagine “Reset“, dove risulta essere tra gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, nel quale figura anche la moglie Anna Palmieri, altra collaboratrice di giustizia. Infine, è risaputo il contributo dichiarativo offerto da Celestino Abbruzzese, nell’inchiesta antimafia denominata “Athena“.

Celestino Abbruzzese mai affiliato

A chi lo ha interrogato, il pentito di ‘ndrangheta ha spiegato che «non sono stato mai formalmente affiliato, lo erano i miei fratelli», aggiungendo di aver iniziato a delinquere intorno al 2006, «dopo l’arresto di mio padre». “Micetto” ha poi aggiunto che due dei suoi tanti fratelli «erano affiliati con i nostri parenti cassanesi», precisando di non conoscere «i meriti che avevano ma dovevano essere “meriti altri” in quanto gli stessi parteciparono a una serie di omicidi». E il collaboratore ha indicato quali. «In particolare agli omicidi di coloro i quali ritenevano essere affiliati ai Forastefano che avevano, nel corso del 2002, assassinato Eduardo Pepe e Fioravante Abbruzzese».

Il duplice omicidio Pepe-Abbruzzese

Micetto” ha riferito che «in diverse occasioni ho assistiti a discorsi intrattenuti da mio padre e da mio zio», nel corso dei quali sarebbero stati programmati i delitti di due soggetti «che venivano indicati come appartenenti ai Forastefano», i quali «erano considerati autori del duplice omicidio Pepe-Abbruzzese». I soggetti menzionati da Celestino Abbruzzese avrebbero avuto un ruolo di “specchietto“, ovvero «avvisavano i Forastefano dei movimenti degli zingari in Timpone Rosso». Celestino Abbruzzese ha poi aggiunto che, «immediatamente dopo l’esecuzione degli omicidi, i miei fratelli venivano a Cosenza al fine di procurarsi un alibi». Infine, «anche Pasquale Perciaccante», storico pentito cassanese, «veniva a Cosenza dopo avere commesso omicidi a Cassano».

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