venerdì,Aprile 12 2024

Luigi Abbruzzese a Gennaro Presta: «Micetto pentito? Colpa della moglie»

Uno dei figli di Fioravante "Banana" non prende bene la collaborazione con la giustizia di suo fratello Celestino. E si temono arresti...

Luigi Abbruzzese a Gennaro Presta: «Micetto pentito? Colpa della moglie»

L’indagine “Job Center” ha certificato la presenza di un gruppo di narcotrafficanti nel centro storico di Cosenza. A guidare quel sodalizio criminale era Celestino Abbruzzese, detto “Claudio“, alias “Micetto“, esponente della famiglia “Banana“. Si tratta di un presunto clan di ‘ndrangheta che, a detta della Dda di Catanzaro, farebbe parte della confederazione mafiosa diretta dal boss di Cosenza Francesco Patitucci. Gli “zingari“, com’è noto, sono parenti ed alleati degli Abbruzzese di Cassano Ionio. Operano soprattutto nel campo delle estorsioni e del traffico di droga, di cui sono leader in provincia di Cosenza.

Due pentiti eccellenti

Nel corso degli anni gli Abbruzzese di Cosenza hanno dimostrato di avere un gruppo solido su cui fare affidamento. Durante il percorso “criminale”, però, ci sono state alcune defezioni. Senza considerare i pentimenti di soggetti vicini, vedi Ivan Barone, i collaboratori di giustizia venuti fuori dal quel contesto sono essenzialmente due: Franco Bruzzese e Celestino Abbruzzese. Il primo era il capo degli “zingari”, all’indomani dello scioglimento del clan “Bruni-zingari“, trasformatosi poi in “Rango-zingari“.

Bruzzese dal 2012 in poi ha diretto la cosca gestendo in prima persona le estorsioni e soprattutto le azioni delittuose di sangue. Come l’omicidio di Luca Bruni. Nel secondo caso, invece, parliamo di un uomo che dopo aver avuto subito una pesante condanna in “Job Center“, ha chiesto di “saltare il fosso”. Dal 2018 in poi sono iniziati dunque i guai per gli Abbruzzese. “Micetto” infatti era uno dei fratelli più operativi, essendo a conoscenza di tanti segreti. E le sue dichiarazioni sono parte integrante di “Testa di Serpente” e “Reset“.

La reazione degli Abbruzzese dopo il pentimento di “Micetto”

La famiglia Abbruzzese ovviamente non ha preso bene il pentimento di Celestino Abbruzzese alias “Micetto”. A sentire lo stesso “Claudio” e il collaboratore Ivan Barone, i fratelli sarebbero partiti alla volta di Roma per convincerlo a ritrattare. Addirittura, come ha dichiarato Celestino in “Testa di Serpente”, gli Abbruzzese sarebbero stati disposti ad offrire 100mila euro affinché tornasse indietro. Ma questo non è avvenuto. Barone di recente ha riferito che nel clan degli “zingari” si erano creato il panico una volta appresa la notizia. E ciò viene confermato, almeno in parte, da un’intercettazione contenuta in “Reset” ma già a disposizione in “Testa di Serpente“. Captazione che riguarda Luigi Abbruzzese, detto “Pikachu” e Gennaro Presta, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa in “Nuova Famiglia“.

Uno dei figli di Fioravante Abbruzzese “Banana” parla con Gennaro Presta del pentimento di Celestino Abbruzzese e si rammarica di quanto avvenuto, evidenziando come se prima per farsi rispettare bastava “uno schiaffo” da quel momento in poi avrebbe dovuto “sparare“. Sulla collaborazione, il suo pensiero è netto. Se “Micetto” si è pentito è colpa «della moglie che gli ha detto che non gli faceva vedere più i figli». Presta a quel punto sospetta (giustamente) che le dichiarazioni di Celestino Abbruzzese avrebbero contribuito ad emettere numerosi ordini di cattura a Cosenza. E così è stato.

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