Giudiziaria

Non si fermò a un posto di blocco, condanna definitiva per il pentito Foggetti

E’ stato condannato in via definitiva a 10 mesi di reclusione il collaboratore di giustizia Ernesto Foggetti per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni. Il 10 novembre scorso si è tenuta l’udienza davanti alla Corte di Cassazione, ma solo pochi giorni fa gli ermellini hanno depositato le motivazioni della sentenza. 

Ernesto Foggetti è uno dei pentiti presenti in diverse inchieste della Dda di Catanzaro, in particolare quella sul comune di Castrolibero dove sono indagati diversi politici, mafiosi e presunti tali, tra cui il consigliere regionale Orlandino Greco e l’ex vice sindaco Aldo Figliuzzi.

Nel caso di specie, Foggetti era stato denunciato da un carabiniere, Andrea Marano, secondo cui il pentito (ma all’epoca dei fatti ancora non aveva iniziato la collaborazione con la giustizia), che quel giorno si trovava in macchina insieme al padre e al fratello, speronò l’auto della Benemerita non fermandosi al posto di blocco imposto dai militari dell’Arma.

Nel processo di primo grado Foggetti dichiarò che i militari dell’Arma non si sarebbero qualificati e lo avrebbero colpito con una pistola. Versione dei fatti poi smentita dalla persona offesa, che è risultata dannosa per l’imputato stesso per il quale il tribunale di Cosenza decise la trasmissione degli atti in procura per il reato di calunnia.

Questo fascicolo è stato trasmesso alla procura di Roma, in quanto l’ufficio inquirente di Cosenza ritiene che la competenza territoriale sia nella Capitale, luogo in cui Foggetti rilasciò le presunte dichiarazioni calunniose. La parte civile è in attesa della fissazione dell’udienza preliminare nella speranza che il processo non vada per le lunghe visto che la credibilità di Foggetti è cruciale per l’esito delle indagini e dei processi. E un’eventuale condanna per calunnia non gioca di certo a suo favore.

La Cassazione, rigettando il ricorso dell’avvocato Karen Garrini, ha spiegato anche come Foggetti non poteva usufruire, come correttamente analizzato dalla Corte d’Appello nel 2016, della dichiarazione di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis cod. pen., né poteva “godere” della riapertura della fase dibattimentale come richiesto dalla difesa nel processo di secondo grado. Insomma, per Ernesto Foggetti in questo caso non si mette per nulla bene. (a. a.)

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Redazione Cosenza Channel

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