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JOB CENTER | Narcotraffico a Cosenza, tutto confermato in Cassazione

JOB CENTER | Narcotraffico a Cosenza, tutto confermato in Cassazione

Era il 2015 quando la Squadra Mobile di Cosenza arrestava un gruppo di narcotrafficanti operanti nel centro di Cosenza su mandato della Dda di Catanzaro. L’operazione venne denominata “Job Center”, ovvero il centro di collocamento dei pusher che erano guidati da quattro soggetti uniti tra loro da vincoli familiari: Celestino Abbruzzese e sua moglie Anna Palmieri da una parte e Marco Paura e sua moglie Ester Mollo dall’altra. Lo schema accusatorio era questo e a distanza di 3 anni la Cassazione ha confermato quasi tutte le condanne di coloro i quali avevano deciso di farsi giudicare col rito abbreviato.

La Suprema Corte infatti ha accolto solo il ricorso presentato da Candido Perri, difeso dall’avvocato Giampiero Calabrese, che in Appello era stato condannato a 6 anni e 4 mesi quale partecipe del narcotraffico. I giudici di secondo grado infatti avevano annullato l’assoluzione per il reato più grave, mentre oggi gli ermellini hanno ribaltato tutto ritenendo non motivata bene la sua presunta partecipazione nel gruppo di Celestino Abbruzzese. Quindi servirà un nuovo esame d’Appello.

Le condanne confermate sono le seguenti: Celestino Abbruzzese, alias “Micetto”, a 13 anni e 4 mesi; Anna Palmieri a 10 anni; per Marco Paura a 8 anni; Gianluca Fortunato Esposito a 8 anni e 8 mesi; Amos Zicaro a 7 anni, 8 mesi e 20 giorni; Giovanni Aloise a 8 anni; Giuseppina Perri a 5 anni, 1 mese e 10 giorni; Francesco Noblea a 10 anni e 8 mesi (pentito); Vincenzo De Rose a 8 anni e 10 mesi (pentito); Francesco Mazzei 6 anni e 10 mesi. (a. a.)

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