martedì,Maggio 14 2024

Enza Bruno Bossio: «Sila-Unesco? Vi spiego di chi è la colpa…»

L’intervento della deputata del Pd, Enza Bruno Bossio, in merito al ritiro della candidatura del Parco Nazionale della Sila a patrimonio dell’Unesco. Se dovesse essere vero che  possa essere ritirata la candidatura a patrimonio dell’Unesco del parco nazionale della Sila,la responsabilità sarebbe dell’attuale commissario dell’ente e, dunque, del ministero dell’ambiente. Ci troviamo costretti a precisare

Enza Bruno Bossio: «Sila-Unesco? Vi spiego di chi è la colpa…»

L’intervento della deputata del Pd, Enza Bruno Bossio, in merito al ritiro della candidatura del Parco Nazionale della Sila a patrimonio dell’Unesco.

Se dovesse essere vero che  possa essere ritirata la candidatura a patrimonio dell’Unesco del parco nazionale della Sila,la responsabilità sarebbe dell’attuale commissario dell’ente e, dunque, del ministero dell’ambiente.

Ci troviamo costretti a precisare l’ovvio, di fronte alla temeraria sortita della senatrice 5stelle Margherita Corrado che ci informa di tutta la sua preoccupazione per un imminente ritiro del Parco della Sila dalle candidature a Patrimonio UNESCO.
La senatrice Corrado forse non è informata che di recente è stato il suo ministro ad aver  nominato un commissario in disaccordo con la Regione Calabria.

Non ha inteso confermare, per come proposto dalla Regione, la professoressa Sonia Ferrari che, invece, aveva avuto il merito di aver avviato il percorso di candidatura a patrimonio Unesco.

Se la notizia del ritiro della candidatura dovesse trovare conferma, pertanto,  chiederò conto di questa eventuale decisione con apposita interpellanza al Ministero competente.

Il ritiro della candidatura mortifica e disperde il percorso che negli ultimi anni era stato fatto per valorizzare la risorsa parco a livello internazionale. Si depotenzia così uno dei maggiori fattori attrattivi di considerevoli flussi turistici verso la Calabria.
Insomma, siamo difronte ad una ulteriore scelta che l’attuale Governo compie per penalizzare la Calabria e le aspirazioni dei calabresi.

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