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La discarica di Castrolibero, dove si trova Destre Spizzirri e perché è forte il fronte del no

Sulla riapertura della discarica di Castrolibero a Destre Spizzirri il sindaco Greco si è già opposto. in passato è già stata oggetto di scontro.

Torna di forte attualità la possibile riapertura della discarica a Castrolibero. Dopo l’ordinanza numero 45 firmata da Jole Santelli, l’amministrazione comunale è sul chi va là. La governatrice della Regione Calabria ha ordinato «la predisposizione degli atti amministrativi finalizzati alla nomina di un Commissario ad acta, in sostituzione del Comune di Castrolibero, per la presentazione della richiesta di AIA del progetto di ampliamento volumetrico della discarica sita in loc. Destre Spizzirri per circa 65.000 mc». Il duro monito del sindaco Giovanni Greco è caduto per adesso nel vuoto. L’orientamento della Giunta da lui presieduta, tuttavia, è molto chiaro così come il no urlato a mezzo stampa qualche giorno fa.

La discarica di Castrolibero a Destre Spizzirri

Destre Spizzirri è una contrada limitrofa a Sant’Agostino (Rende) dove insiste un’altra discarica contigua a quella di Castrolibero. Sorgono, entrambe, a poche centinaia di metri in linea d’aria dal polo scolastico Valentini. Ad un tiro di schioppo, inoltre, ci sono i quartieri residenziali dei due comuni. Nata nel 1998, fu chiusa nel del 2012 (anche) dopo alcune segnalazioni dell’Arpacal su presunte infiltrazioni delle falde acquifere. In particolare, furono riscontrati valori di concentrazione superiori ai limiti di legge per Azoto Totale, Ferro e Manganese. Lo scorso 18 marzo 2019 è stata richiesta alla regione Calabria autorizzazione per la definitiva chiusura della discarica in questione. Questo a causa di una situazione di stallo per la mancata determinazione, da parte di Catanzaro, delle risultanze di un già chiacchierato tra le parti progetto di completamento.

La recente interrogazione in Senato 

Di recente la discarica di Castrolibero a Destre Spizzirri è stata oggetto di un’interrogazione al Senato. L’autore è Nicola Morra che ha chiesto attenzione a riguardo a Roberto Morassut, Sottosegretario per il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. E’ emerso, tra le altre cose, che «le acque sotterranee, di portata variabile, in relazione ai periodi stagionali, risultano assolutamente intercettate e allontanate dalla base della diga della discarica. Le stesse sono periodicamente monitorate con prelievi ed analisi chimiche, ed alcune immesse direttamente nella vasca di raccolta del percolato». Il Comune ha segnalato, altresì, «che le predette acque sotterranee nulla hanno a che vedere con il sistema di raccolta delle acque meteoriche presenti nell’area della discarica. Per gli anni 2016 e 2017, per i quali è stato evidenziato un superamento dei limiti di norma delle acque sotterranee, le stesse sarebbero state rinvenute in fase di costruzione delle opere per l’ampliamento di 95.000 mc, che potrebbero aver risentito dell’influenza della limitrofa discarica del comune di Rende». 

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Antonio Clausi

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 2010 ha lavorato fin dal 2007 presso le redazioni de “La Provincia Cosentina”, di “Calabria Ora”, di “Cronache del Garantista” di cui coordinava i servizi per la Calabria, e del “Quotidiano del Sud”. Dal 2008, inoltre, collabora attivamente con CosenzaChannel.it. Spesso ospite di talk-show televisivi e radiofonici, ha come hobby i 33 giri e la musica.

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