lunedì,Settembre 26 2022

Palermo, candidato del centrodestra arrestato per voto di scambio

Salvatore Ferrigno, 62 anni, broker assicurativo, corre con la lista "Popolari e autonomisti Noi con la Sicilia": sarebbe colluso con la mafia

Palermo, candidato del centrodestra arrestato per voto di scambio

Voto di scambio politico-mafioso. Con questa accusa questa notte i carabinieri del nucleo investigativo di Palermo si sono presentati a casa di Salvatore Ferrigno, 62 anni, originario di Carini, per arrestarlo in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip su richiesta dei sostituti procuratori della Dda Giovanni Antoci e Alfredo Gagliardi coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Ferrigno è candidato in “Popolari e autonomisti Noi con la Sicilia” una delle liste satellite che appoggiano Renato Schifani, il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana. Oltre al candidato sono stati arrestati Giuseppe Lo Duca e Piera Loiacono. Secondo gli inquirenti il 62enne sarebbe tornato dagli Stati Uniti per essere eletto nel parlamento siciliano e per farlo ha stretto un patto con il boss di Carini Lo Duca: soldi e favori in cambio di voti. Un patto gestito dalla donna, considerata una sorta di mediatrice fra il candidato e la famiglia mafiosa.

Per quarant’anni Salvatore Ferrigno ha vissuto negli Stati Uniti dove era emigrato con la famiglia da Carini, un paese della provincia palermitana. Il 62enne arrestato questa notte dai carabinieri coordinati dai magistrati della Dda di Palermo è un broker assicurativo che nel 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nelle fila di Forza Italia nella circoscrizione degli italiani all’estero “America settentrionale e centrale“. Durante la legislatura ha fatto parte della commissione difesa ed è stato membro di un’associazione di italiani in California. Nel 2008 l’allora presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo lo nominò consulente per i rapporti della regione con i siciliani nel mondo. 

Da mesi era nel mirino del nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Palermo guidato dal colonnello Andrea Massari e dal tenente colonnello Salvatore Di Gesare, che lo ha filmato e registrato per mesi nei suoi spostamenti e nei suoi contatti a Carini. Ad incastrare il politico arrivato dagli Stati Uniti sarebbero, sempre secondo gli inquirenti, le intercettazioni delle ultime settimane e gli incontri documentati con i mafiosi della zona di Carini.

Piera Loiacono, la donna intermediaria tra Ferrigno e i boss

Non c’è soltanto Salvatore Ferrigno ad avere ambizioni politiche fra i tre arrestati per voto di scambio politico mafioso questa notte a Palermo dai carabinieri del nucleo investigativo: alle regionali del 2017 anche Piera Loiacono, considerata l’intermediaria fra il boss di Carini Giuseppe Lo Duca e Ferrigno, aveva provato a candidarsi per la poltrona di presidente della Regione Siciliana con la lista civica per il lavoro. Un’avventura finita prima ancora di arrivare ai seggi dopo la bocciatura dell’ufficio elettorale della corte d’Appello per irregolarità nella documentazione a corredo delle firme di sottoscrizione del listino. Per gli investigatori la Loiacono si è rivelata una “una donna intrisa di una sconcertante cultura mafiosa… una figura perfettamente trasversale tra il mondo della politica e quello mafioso”. Anche quest’anno in agosto, l’indomani delle dimissioni di Nello Musumeci, con una nota annunciò la sua candidatura a presidente della Regione. Un progetto naufragato subito.

fonte: LaPresse