giovedì,Febbraio 29 2024

L’Asp di Cosenza indice la procedura di gara per il servizio degli ausili terapeutici per disabili

Il consigliere comunale Ciacco esulta: «Solo una settimana fa ne avevo denunciato la gestione. Bene così, ma si valuti eventuale danno erariale»

L’Asp di Cosenza indice la procedura di gara per il servizio degli ausili terapeutici per disabili

«Sono capitolati senza neppure opporre un minimo di resistenza. Il 21 settembre con dovizia di particolari, di riferimenti e di riscontri documentali, avevo, pubblicamente, denunciato la gestione del servizio degli ausili terapeutici per disabili posta in essere dall’ASP di Cosenza». Lo sostiene il consigliere comunale di Palazzo dei Bruzi Giuseppe Ciacco che evidenzia come, da oltre dieci anni, il servizio sia affidato attraverso «un illegittimo meccanismo di proroghe all’originario aggiudicatario fra l’altro, indagato per corruzione».  

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«Ebbene – rivendica – a distanza di appena 96 ore dalla mia presa di posizione hanno alzato bandiera bianca e si sono arresi. Infatti, il 25 settembre il Direttore generale dell’ASP di Cosenza ha confezionato la deliberazione n. 2042, che ha per oggetto: “indizione procedura di gara per acquisizione servizio di gestione… degli ausili terapeutici per disabili”. E, allora io ho colpito nel segno. Certo, occorre non abbassare la guardia. Anzi bisogna tenerla alta la guardia. A certe latitudini, una deliberazione di indizione della gara può anche essere uno specchietto per le allodole. La gara non va solo indetta: va, poi, tempestivamente e legittimamente espletata e, infine, il servizio va, correttamente, aggiudicato».

Ciacco, tuttavia, rincara la dose. «Le macroscopiche illegittimità restano e le gravissime responsabilità restano. E sia le une che le altre devono essere, opportunamente, valutate e, se necessario, altrettanto, opportunamente, sanzionate. Saranno gli organi, funzionalmente, preposti a stabilire, per esempio, se la gestione decennale del servizio ha prodotto un vorticoso danno erariale e se è lecito gestire un servizio senza neppure un formale atto di proroga. I pentimenti e i ravvedimenti, sospettosamente, tardivi non possono trasfigurarsi in un comodo, lascivo e magnanimo salvacondotto – conclude Ciacco -. Con il denaro pubblico a nessuno può essere permesso il lusso di fare il gioco delle 3 carte».

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